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7 Luglio 2021
16:28

L’addio a Raffaella Carrà, il corteo funebre nei luoghi della Rai e il ricordo dei colleghi

Il corteo funebre ha aperto la tre giorni in onore di Raffaella Carrà., partito da casa sua ai luoghi che hanno fatto la storia della Rai: l’Auditorium del Foro Italico, via Teulada 66, Viale Mazzini 14, il Teatro delle Vittorie. Le testimonianze dei colleghi di una vita: Milly Carlucci, Bruno Vespa, Giancarlo Magalli che fu coautore di “Pronto, Raffaella?”.
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Il corteo funebre apre la tre giorni per Raffaella Carrà. Una manifestazione partita alle 16 di mercoledì 7 luglio che ha toccato i luoghi simbolo della Rai dove la regina è stata assoluta protagonista. L'arrivo all'esterno dell'Auditorium del Foro Italico a largo Lauro de Bosis, la sede Rai di Via Teulada 66, il Teatro delle Vittorie e la sede Rai di Viale Mazzini 14 fino alla conclusione, il Campidoglio dove ci sarà l'apertura della camera ardente che chiuderà alla mezzanotte di giovedì 8 luglio. In ognuno di questi luoghi, i personaggi che hanno fatto un pezzo della propria carriera, della propria vita personale e artistica in compagnia della grande Raffaella Carrà.

Il saluto di Milly Carlucci al Foro Italico

Dal Foro Italico, Milly Carlucci racconta ai cronisti l'importanza di raccogliere l'eredità artistica di un personaggio come Raffaella Carrà: "Dobbiamo raccogliere la sua eredità, per quanto irripetibile, il suo senso del lavoro, la sua capacità di fare squadra, la minuzia dei dettagli e dei particolari in uno show, lei lo aveva nel DNA".

Era la donna del sorriso, il suo modo di fare spettacolo era teso a portare emozione, quella che ti dà un tremolio nel cuore e una lacrima benefica. Qui dentro (Foro Italico) ha fatto una vera rivoluzione garbata con Carramba. Si è sempre saputa adattare ad un mondo che cambia. Da soubrette è diventata direttore artistico: una vera e propria evoluzione del ruolo femminile. L’ho incrociata spesso, ma ho solo un rimpianto: quello di non averla avuta come “ballerina per una notte” a Ballando con le stelle. Quest’anno l’avevo cercata, io stavo facendo il Cantante Mascherato, ma non ci ha risposto. Abbiamo pensato fosse impegnata all’estero, ma evidentemente stava già male e cos’ non abbiamo insistito".

Il saluto di Giancarlo Magalli e Bruno Vespa a Via Teulada

A Via Teulada ci sono Giancarlo Magalli e Bruno Vespa che ricordano il segmento di carriera di Raffaella Carrà legato soprattutto a "Pronto, Raffaella?" che si teneva proprio in quegli studi. Giancarlo Magalli fu coautore della trasmissione, la prima che ha sperimentato una televisione del daily, nella fascia oraria delle 12:

Non voleva venire nessuno in quel programma perché non capivano le potenzialità. Andreotti, invece, fu uno dei primi a capire. Da quel momento in poi abbiamo avuto la fila. C'è stata anche Madre Teresa. Raffaella aveva la cultura del sorriso, sapeva intrattenere con gentilezza. Era leggera, leggerissima.

La commozione di Sergio Japino

Le telecamere indugiano sul lato passeggero dell'auto che trasporta il feretro di Raffaella Carrà. È Sergio Japino, lo sguardo commosso nel guardare il mare di persone che sosta nei luoghi della Rai. Sergio Japino non è solo stato il compagno di vita più importante di Raffaella Carrà, ma è stato anche il suo regista e il suo autore storico.

 

La testimonianza di Vincenzo Mollica

In collegamento con il TG1, Vincenzo Mollica ha ricordato che quello per le cento puntate di "Pronto, Raffaella?" è stato il suo primo servizio per la Rai:

Che bella emozione sentire questi applausi per Raffaella. Il primo servizio che ho fatto è stato proprio per "Pronto, Raffaella". Il servizio sulle prime cento puntate e fu un incontro gentile, garbato. Lei aveva sempre il sorriso in faccia e lo ebbe anche con me che avevo appena cominciato a fare questo mestiere. Il modo con cui si poneva con gli altri era di grande sensibilità e di grande verità.

Vincenzo Mollica ricorda che il programma televisivo "Amore", basato sulle adozioni a distanza, è stato uno dei programmi che Raffaella Carrà sentiva maggiormente suo, ecco perché: "Era uno dei programmi di cui era più orgogliosa perché lì esprimeva sempre tutta la sua maternità, che purtroppo non ha potuto avere". 

Le parole di Flavio Insinna

 

Flavio Insinna è all'esterno del Teatro delle Vittorie e ha raccontato il suo ricordo personale di Raffaella Carrà sottolineando come – sul piano qualitativo, umano e professionale – il problema "ora è di chi resta, per noi la paura è questa, il problema è per chi resta".

C'è da ringraziare perché è un talento straordinario, una signora in scena che continuerà a farci ballare con la sua "Rumore", ma come tutte le persone straordinarie, è andata via senza far "Rumore". Stavo lavorando, vado in camerino e controllo le notizie sul cellulare, credevo a uno scherzo di brutto gusto ma purtroppo non era così. Quando di Raffaella Carrà si dice "era avanti, era avanti", c'era un'intervista a Domenica In dove lei intervista il Presidente di Confindustria dell'epoca e riceve il telegramma di un operaio che non era d'accordo con il Presidente e lei con la sua classe invita quell'operaio e comincia ad entrare in quel mondo, per capire il problema di chi lavorava, di una classe lavoratrice. E quindi era avanti nel gusto, nello stile, nel modo di lavorare, era veramente avanti e lo sarà sempre. Per noi, la paura, è per chi resta, il problema è per chi resta.

L'ultima tappa in Campidoglio

Alle 17.30, tra gli applausi dei presenti, il feretro di Raffaella Carrà raggiunge il Campidoglio dove si conclude il corteo funebre e si apre ufficialmente la camera ardente, allestita nella Sala della Protomoteca aperta al pubblico fino alla mezzanotte di giovedì 8 luglio.

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