1 Gennaio 2013
11:00

La tv che (non) vorrei nel 2013

Più qualità, più servizio pubblico per la Rai, meno reality e talent show per Mediaset, basta con la logica perversa degli ascolti e con il mancato rispetto verso i telespettatori; nuovi volti, largo ai giovani e ai programmi sperimentali. Questa è la tv che vogliamo in questo 2013.
A cura di Fabio Giuffrida

televisione

E anche un altro anno è andato via. E' stato l'anno cruciale, forse il più importante per la televisione italiana. Grandi cambiamenti, anzi una vera e propria rivoluzione per il vecchio tubo catodico, una crisi economica che ha letteralmente travolto il settore televisivo e più in generale quello editoriale (ad esempio ha appena chiuso il quotidiano Pubblico diretto da Luca Telese). E' stanno l'anno del digitale terrestre che ha rivoluzionato il modo di "pensare" alla televisione, dove l'offerta televisiva si è moltiplicata, i canali sono aumentati in maniera esponenziale, sono entrati nel mercato nuovi editori, nuovi volti, nuovi programmi, nuove idee, nuove opportunità di lavoro. Ma una cosa è certa: la qualità non è certamente aumentata. Talvolta, ancora oggi, siamo in presenza di reti televisive fatte da dilettanti. E con il digitale terrestre gli ascolti si sono frammentati, i budget diminuiti e non sono stati più pagati a peso d'oro i personaggi dello show business. Per fortuna, esclamiamo noi. E' cambiato anche il modo di fare informazione: apripista è stato Sky Tg24 seguito subito dopo da TgCom24. Un'informazione più veloce, "giovane", in presa diretta, senza troppi commenti ed editoriali irritanti.

Le fiction tv sono rimaste pressoché le stesse, per questioni di "sicurezza" le tv hanno preferito scommettere su prodotti già testati, l'usato sicuro in poche parole. Pochi esperimenti, tanti flop: basta ricordare La Scimmia su Italia1 che poi è stato accolto a braccia aperte da Maria De Filippi nel suo Amici. Ma il vero fallimento sono stati i reality show, in primo luogo il Gf, che hanno dovuto prendersi mesi di ferie forzate: i telespettatori sono diventati più consapevoli, sono cambiati. Oggigiorno via Twitter tutti si scagliano contro il Direttore del Tg5 Clemente Mimun accusato di aver dato più spazio a Berlusconi che alla Montalcini; oggigiorno tutti i vip si scagliano contro Barbara D'Urso per aver condotto una delle domeniche più "indescrivibili" della storia della televisione italiana, passando da un monologo di Michele Misseri a quello di Silvio Berlusconi che ha invaso le tv italiane, tra l'Agcom che monitora h24 e la Rai che mette un freno alle ospitate dell'onorevole innamorato della 28enne Francesca Pascale.

Un anno di grandi conferme, un anno fatto anche di successi, a partire da Squadra Antimafia 4 e L'Onore e il Rispetto 3 che hanno dimostrato di non temere alcuna concorrenza, di non sentire "gli anni che passano" e di essere pronti a proporre lo stesso prodotto anche nella prossima stagione televisiva (qui tutte le fiction Mediaset che vedremo nel 2013). Ma anche la Rai ha riscoperto il suo dovere, quello di fare servizio pubblico: ha capito che, anzichè circondarsi di starlette, avrebbe dovuto dare spazio ai grandi talenti di cui l'Italia dovrebbe andare fiera. Dopo l'autogol, ovvero dopo aver regalato Celentano a Mediaset, la tv di Stato si è rifatta ospitando Roberto Benigni che ha parlato e fatto conoscere ai più la Costituzione Italiana. Una sonora risposta ai detrattori della carta costituzione più bella del mondo. Una Rai che nella prossima stagione offrirà più o meno gli stessi prodotti dello scorso anno (qui le fiction Rai che vedremo nel 2013) ma che si aprirà anche ad alcune novità. Una Rai più consapevole, più rigorosa, più seria e competente: la stessa che ha chiesto di valorizzare e "monetizzare" le maestranze italiane richiamando i produttori a realizzare le fiction sul suolo italiano e non all'estero. Una vittoria per il "prodotto Italia".

Chiuderanno alcune storiche serie tv ma altre riusciranno a salvarsi: è il caso di Centovetrine che noi di Fanpage.it abbiamo seguito fin dall'inizio e che dovrebbe concludersi, salvo impedimenti dell'ultim'ora, con la riapertura del set già ad Aprile 2013. Una grande vittoria per Mediavivere, un lieto fine per gli attori e per tutti gli addetti ai lavori timorosi di perdere il loro posto di lavoro. Cosa non vorremmo più vedere nel 2013? Il trash, le liti in tv, i messaggi destabilizzanti fatti veicolare da programmi di dubbia qualità, e ancora vorremmo una maggiore attenzione dei dirigenti televisivi per i telespettatori affinchè si mettesse fine all'insana abitudine di "stuprarli" spostando e cancellando continuamente programmi e serie tv. Ci aspettiamo anche più obiettività soprattutto all'interno dei telegiornali e ancora una scelta più attenta e più meritocratica di attori e conduttori. Infine chiediamo che la Rai la smettesse di fare concorrenza alle tv commerciali: una tv pubblica si mantiene con il canone e non con qualche punto di share in più. Prima la qualità, poi la quantità; prima l'autorevolezza e la credibilità, poi lo share e le soddisfazioni legate alle "curve" e ai "numeri altisonanti". Solo così gli italiani inizieranno a pagare in massa il canone Rai aumentato di pochi euro. Anyway, benvenuti nel 2013 Fanpa-lettori!

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