In un universo streaming costellato da serie televisive che arrivano da ogni dove, bisognerebbe chiedersi: cosa determina il successo di una serie tv? I fattori sono tanti, partendo dall'impatto sociale che la sua visione ha su coloro che la vedono, finendo col considerare alcuni dati fondamentali come i numeri, ovvero quante persone hanno visto quel determinato prodotto. Ebbene, in quanto a numero di visualizzazioni "La regina degli scacchi" li batte tutti. La miniserie Netflix ha superato ogni record registrando più di 62 milioni di utenti.

I record della serie tv

Ebbene sì, il successo della serie con protagonista Anya Taylor Joy è stato fulminante, in quattro settimane dall'uscita della serie ad oggi, il risultato ha superato anche quello di Tiger King che è stato un vero e proprio fenomeno sulla piattaforma streaming dove ha conquistato 64 milioni di visualizzazioni, ma in quel caso si trattava di una storia vera. Mentre la trasposizione del romanzo di Walter Trevisnon solo ha guadagnato questo primato, ma si è posizionata al primo posto tra i contenuti più visti in 65 Paesi, e in ben 92 Paesi sosta tra i dieci prodotti più visti. Insomma, la storia di Beth Harmon ha davvero stregato tutti sarà anche per il talento della protagonista in grado di portare sullo schermo un personaggio magnetico e capace di incollare il pubblico ad una storia dai risvolti incredibilmente attuali, legati anche all'emancipazione femminile.

Dinanzi ad un risultato del genere, non poteva mancare un commento entusiastico da parte di Peter Friedlander, vicepresidente dei contenuti originali Netflix che ha dichiarato: "Questo successo testimonia l'abilità di Scott come scrittore e regista nell'essere stato in grado di dare vita alla storia e ai dettagli delle molte partite di scacchi che si vedono nella serie". Ha poi aggiunto commenti positivi nei confronti di tutto il team che ha permesso la realizzazione delle serie tv:

Scott ha avuto anche un enorme aiuto dal talentuoso team. L'uso squisito di motivi a scacchiera della costumista Gabriele Binder nel guardaroba di Beth, la colonna sonora del compositore Carlos Rafael Rivera, i montaggi avvincenti del montatore Michelle Tesoro, le scelte vibranti dello scenografo Uli Hanisch che sembrano venire fuori dal schermo in ogni scena, e il direttore della fotografia Steven Meizler, il cui lavoro ha trasformato ogni incontro in un una scena drammatica mozzafiato.