Per me, la petizione per rifare l'ottava stagione di Game of Thrones è una cagata pazzesca. E mentre in soli due giorni la petizione su Change.org ha raggiunto le 500mila firme, consumiamo ancora un po' di inchiostro digitale per ribadire quanto la grande popolarità della serie tratta dalla saga di George R.R. Martin sia diventata, in ragione di quanto sta succedendo, la croce e la delizia dei vituperati sceneggiatori David Benioff e D.B. Weiss. Il problema è che proprio negli spettatori di Game of Thrones, ormai un insieme così grande da contenere fasce di pubblico così diverse che faticano a mantenere il patto di sospensione d'incredulità, quello che è alla base di qualsiasi opera di finzione.

Ma ormai il carrozzone del dileggio è partito: "Gli sceneggiatori non sanno lavorare senza il libro, stanno dimostrando di essere degli incompetenti". E ancora: "La serie merita un finale diverso". Tutti sceneggiatori con le serie degli altri, l'ho scritto pochi giorni fa e lo ribadisco. Siamo ostaggio di una serie di valutazioni soggettive, di dichiarazioni tradotte male o ingigantite, come quelle di George R.R. Martin, il quale ha detto di preferire che seguissero la sua opera: un'opera monca, però. Un piccolo dettaglio che nessuno si preoccupa di riportare nei titoli. Così, mentre aspettiamo l'ennesimo fenomeno che si alza in piedi a gridare il suo "Fermi tutti!", episodio dopo episodio, ci siamo persi l'occasione di godere immagini di una qualità assoluta. Perché Game of Thrones, in questa ottava e criticata stagione, ci ha regalato vette irripetibili di grande cinema. Ma il pubblico, no, il pubblico vuole, populisticamente ça va sans dire, riscrivere l'ottava stagione.

Personalmente, non sarei riuscito a immaginare finali migliori per certe storie, forse per questo non scrivo storie. Ma a quanto pare, i 500mila che hanno firmato la petizione sì. Avranno tutti il manuale "Save the cat!" sul comodino. Certo, come no!