3 Gennaio 2013
22:15

La par condicio in tv ai tempi delle elezioni: ma cosa sarà mai?

Come si può applicare in tv la par condicio? Come si può rispettare? E mentre il Direttore del Tg5 conta i minuti dedicati a Bersani e a Berlusconi, Enrico Mentana dà lezioni di giornalismo: “Siate imparziali, io non voto da quando sono Direttore”.
A cura di Fabio Giuffrida

E puntualmente per ogni tornata elettorale si invoca la par condicio. Parità di trattamento per tutti i politici in tv, ma come potete constatare è una legge difficile da poter controllare, e spesso rimane lettera morta. Il motivo è presto detto: quando in gioco ci sono interessi così alti, pensate forse che una multa possa spaventare chi vuole servirsi del mezzo televisivo? E soprattutto, se si volesse davvero rispettare la par condicio, bisognerebbe dare spazio in maniera eguale a tutti: pratica impossibile; è quasi naturale che ci siano personaggi più in vista ed altri meno esposti. E poi bisognerebbe munirsi forse di un cronometro, controllando tg per tg, trasmissione per trasmissione, per capire quanti minuti ha parlato X e quanti Y? Tutte le emittenti radiotelevisive dovrebbe assicurare con imparzialità ed equità l'accesso all'informazione e alla comunicazione politica: il termine imparzialità è quasi sinonimo di utopia visto che la scelta di un titolo piuttosto che un altro (Monti o Berlusconi in prima pagina?) implica già una scelta vera e propria, a discapito/a favore di altri.

Partiti piccoli esclusi dai tg, a volte del tutto assenti o comunque con meno spazio a loro disposizione. Sarà forse che i partiti di nicchia sono da ritenere meno importanti? Hanno diritto ad essere ascoltati di meno, forse sono meno interessanti degli altri? Oppure più semplicemente le tv, soprattutto quelle commerciali che si nutrono solo di pubblicità, hanno bisogno di personaggi in grado di far schizzare in alto l'auditel? Silvio Berlusconi ha dato il colpo di grazia agli ascolti della Domenica Live di Barbara D'Urso: la sua intervista, nel bene o nel male, è veicolata in tutte le principali testate giornalistiche, dal web alla tv fino ai giornali cartacei. Un boom di visibilità, un'intervista che tanto ha fatto discutere e che ha sancito l'invasione di Silvio Berlusconi nelle tv italiane, e non solo.

Clemente Mimun si è messo a contare i minuti delle sue interviste, prima a Bersani e poi a Berlusconi: dati alla mano ha scoperto che Bersani adesso avrebbe bisogno di qualche minuto in più di visibilità. Un discorso paradossale, un vero e proprio tunnel da cui è impossibile uscire fuori. E poi, servirà a qualcosa la par condicio? Davvero sono i minuti, e non i contenuti dei loro discorsi, ad influire e quindi a cambiare il risultato delle elezioni politiche? Che la tv sia un mezzo efficace per plagiare le menti, che sia un medium di massa, che sia capace di far veicolare messaggi anche (e soprattutto) inconsciamente, è indubbio. Ora, anzichè appellarsi ad una par condicio facilmente raggirabile, perchè non chiedere a tutti i Direttori dei tg e dei giornali di essere imparziali? Una lezione di giornalismo è arrivata da Enrico Mentana, Direttore del TgLa7, che ha dichiarato di non votare più da quando è diventato Direttore, di non voler scendere in politica e di essere tanto esigente quanto imparziale.

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