Amanda Kloots, moglie dell’attore Nick Cordero, ha aggiornato i follower a proposito delle condizioni di salute del marito, ricoverato a Los Angeles più di un mese fa a causa di complicazioni connesse al coronavirus. Un problema nella coagulazione del sangue aveva costretto i medici del Cedars-Sinai Medical Center ad amputargli una gamba. Adesso Cordero sta lentamente riprendendosi. “È molto debole. Non può ancora muoversi e i suoi muscoli si sono atrofizzati”, ha raccontato la moglie via Instagram, “Non riuscirà a recuperarne l’uso finché non potrà tornare a muoversi. Sta consumando alimenti ad alto contenuto proteico e calorico ma ciò che gli serve è il movimento”.

Nick Cordero è ancora in terapia intensiva

L’attore è uscito dal coma farmacologico indotto ed è sveglio, sebbene ancora in terapia intensiva. Non riesce ancora a parlare a causa del ventilatore che lo aiuta a respirare ma, secondo quanto rivelato dalla moglie, comprende ed è in grado di comunicare muovendo gli occhi per rispondere affermativamente o negativamente a una domanda: “Non può parlare a causa del ventilatore ma è sveglio e presente. Risponde sì o no alle domande muovendo gli occhi”. Ha inoltre perso 30 chili, una perdita di peso legata alle lunghe settimane durante le quali è stato in coma. Resta il problema della pressione sanguigna da stabilizzare. Kloots racconta che i medici starebbero cercando di comprendere l’origine degli sbalzi subiti, probabilmente legati a un’infezione in corso di natura non ancora determinata. Proprio la pressione sanguigna e le difficoltà nella coagulazione del sangue avevano costretto i medici ad amputargli una gamba.

Lo attendono lunghi mesi di riabilitazione

La moglie dell’attore ha inoltre raccontato di non avere ancora ricevuto informazioni certe circa i tempi di dimissione. Cordero potrebbe restare in ospedale ancora a per qualche tempo, per poi cominciare le terapie di riabilitazione: “Quando uscirà dall’ospedale dovrà entrare in un centro di riabilitazione e probabilmente restarci a lungo. Secondo i medici, dovrà fare un mese di riabilitazione per ogni settimana di terapia intensiva”.