Nino D'Angelo arriva a "Domenica In" battagliero. Difende la scelta di cantare in dialetto napoletano "Un'altra luce" in coppia con Livio Cori. La quinta volta a Sanremo in dialetto: "Non canterò mai in italiano perché io sono contento di essere napoletano, fiero delle mie origini, alla mia appartenenza". Poi accade l'imprevisto.

I problemi tecnici

Ma i problemi tecnici sono stati all'ordine del giorno per la coppia che non ha espresso al meglio se stessa. Lo ha detto Nino D'Angelo in apertura, prima di cantare:

Nessuno dice come stanno le cose. Noi qui dovevamo esibirci con l'autotune che fa il 50% della canzone, ma non ce l'hanno fatto fare. La canzone va apprezzata per il suono, e l'autotune era tutto. Poi abbiamo avuto problemi tecnici.

Ma è una maledizione quella che ha colpito Livio Cori e Nino D'Angelo, anche in studio a "Domenica In" viene lanciata la base sbagliata e il duo è costretto a interrompersi: "Vabbè, ci porteremo i corni portafortuna la prossima volta", osserva con sarcasmo Nino D'Angelo.

Il solito carosello di stereotipi

E alla fine è il solito carosello napoletano. Mara Venier prova a sdrammatizzare: "Dai, facciamo una canzone napoletana". E parte la tarantella napoletana, fermata però da Nino D'Angelo: "Noi siamo qui per cantare il pezzo nostro non per fare le canzoni napoletane". Dopo la pubblicità, i problemi alla base proseguono e Livio Cori e Nino D'Angelo lasciano lo studio: "Andiamo a comprare un cd e torniamo". Poi ritornano: "Siamo andati a comprare il cd, adesso se non va nemmeno questo dobbiamo soltanto andare a Lourdes, la strada per Nizza da quella parte". Fatti gli scongiuri, Nino D'Angelo e Livio Cori partono con la canzone, questa volta senza nessun problema tecnico. Il pubblico apprezza.