Il ballerino Ivan Cottini ha 35 anni e da quando ne aveva 27 lotta contro la sclerosi multipla. Il suo calvario ha avuto inizio all'improvviso. Una mattina si è svegliato avvertendo un senso di profondo malessere: non vedeva più da un occhio e faticava a stare in piedi. La situazione è andata rapidamente peggiorando fino al ricovero in ospedale e alla diagnosi. È cominciato così un periodo di comprensibile turbamento. Costretto su una sedia a rotelle, si è insinuata in lui l'amara convinzione che la sua vita fosse giunta al termine. Ma il destino lo ha sorpreso con l'ennesimo colpo di scena. È arrivato l'amore e con esso la voglia di rialzare la testa e tornare a vivere. Con la compagna Valentina è diventato genitore della piccola Viola, che ha sgretolato con le sue manine la paura che Ivan aveva della malattia.

E così, Cottini ha ripreso a danzare. Negli anni ha affascinato i fedelissimi spettatori di programmi televisivi di successo come ‘Amici' e ‘Ballando con le stelle'. Sotto a una pioggia di applausi scroscianti, ha emozionato e stupito. Sembrava l'epilogo perfetto di una fiaba che parla di amore, sofferenza e coraggio. Ma, come spesso accade, c'è il rovescio della medaglia. Con il riconoscimento pubblico è arrivata l'invidia, con la rottura di uno stereotipo sono accorsi il pregiudizio e la discriminazione. Ivan Cottini ha raccontato ai microfoni di Fanpage.it, cosa sta accadendo nella sua vita privata, complice una televisione che influenza il pubblico con il suo storytelling sulla disabilità: "Io non sono un supereroe o un fenomeno da baraccone, sono una persona normale".

Sesso con un disabile: la proposta di 300 euro

Ivan Cottini ha raccontato a Fanpage.it che da quando si è esposto pubblicamente è stato avvicinato da “gente di ogni tipo”. Il ballerino ci ha fatto avere un messaggio vocale risalente alla scorsa primavera, in cui un presunto manager gli chiede di poterlo vedere nudo. In cambio si sarebbe adoperato per proporlo come ospite di programmi televisivi non meglio precisati. Nell'audio l'uomo dice: "Ancora non ti ho visto nudo, il che potrebbe rendermi più rapido e veloce nel proporti". A riguardo, Ivan Cottini ha commentato: 

"Diceva che mi avrebbe proposto per partecipare a programmi televisivi. Non ho più risposto. La gente non ha ritegno. Quando ho ricevuto quell'audio ero schifato”.

Inoltre, il trentacinquenne avrebbe ricevuto offerte di denaro da parte di persone desiderose di realizzare la fantasia di avere un rapporto sessuale con un disabile:

Ci sono persone che si sono dette incuriosite dal fare sesso con un disabile, mi hanno scritto: ‘Ma tu le gambe le muovi? Riesci a fare sesso? Ti do una somma di denaro'. C'è gente che non si ferma davanti a nulla. Una donna mi ha offerto 300 euro per fare sesso, dicendo che mi avrebbe pagato anche il viaggio. Non ha idea della mer** che ho ricevuto. Sono arrivato a pensare: ‘È meglio se mi metto seduto e faccio il malato'. Più scendo dalla sedia, più mer** ricevo.

Minacce di morte e lettere anonime cariche di insulti

Ivan Cottini ha ricevuto anche minacce di morte e gravi insulti che sembrano avere il preciso scopo di strappargli con la forza il sorriso con il quale sfida la malattia: "Mi sono arrivate lettere anonime di minacce, dove hanno toccato anche i miei familiari. Mi hanno augurato di morire lentamente mentre mia figlia assiste. Mi hanno scritto ‘Sei una mer**, vedrai che alla fine ti faranno la festa'". Ivan Cottini ci ha fornito una delle lettere anonime ricevute. Risale a circa due anni fa. Due pagine piene di insulti, in cui si legge:

Tutti pensano che tu sia un eroe, ma non sanno che sei solo un grandissimo stron**, lo sei sempre stato e pur di metterti in evidenza, sfrutti la tua malattia. […] Con il tuo finto dolore stai prendendo in giro un sacco di persone e, alle loro spalle, un sacco di soldi. Il colpo di scena più grande, tua figlia. Sei arrivato anche a questo. L'eroe che diventa padre, che scoop. […] Cosa non si fa pur di far parlare di sé! Mettere al mondo una creatura solo per i propri deliri di onnipotenza. Sai cosa sarà la sua vita? La figlia di un paralitico e sarà costretta a vedere suo padre su una sedia a rotelle, invece che portarla al parco o al mare come gli altri bambini. Fai pure il divo ma tanto la tua fine arriverà presto, arriverà finalmente quel giorno che non vedremo più la tua brutta faccia perché sarai immobile come un vegetale in un letto. […] Ti auguro di cuore di finire i tuoi giorni in un letto senza poterti muovere e di avere come compagnia le immagini dei tuoi pseudo spettacolini dove ti sei solo reso ridicolo. […] Ti saluto guerriero dei miei stivali e ricorda, aspettiamo tutti con ansia quel giorno, l'inizio della fine.

La lettera, finita nelle mani della madre del ballerino, ha causato grande preoccupazione in famiglia. I genitori di Cottini, dopo aver letto quelle parole cariche di odio, gli hanno consigliato di mettere fine alle sue apparizioni pubbliche:

Quella lettera credo venga da una persona infastidita dal mio modo di sorridere nonostante la malattia. Mi dispiace solo che l'abbia vista prima mia madre. Da quando hanno letto quella lettera, i miei genitori sono cambiati. Hanno iniziato a prendere le distanze da ciò che faccio. Vorrebbero che io smettessi, che non mi esponessi più alla gogna mediatica. La società non è pronta a vedere malati che sorridono, il malato deve fare il malato.

Ecco il testo integrale della lettera.

Lo sfogo: la tv tratti la disabilità come normalità

Cottini ritiene che la televisione, seppure involontariamente, alimenti questo inaccettabile odio ritraendo i disabili non come persone comuni ma come supereroi in grado di compiere gesta straordinarie nonostante la loro malattia:

Ritrarre noi disabili come supereroi in grado di sconfiggere tutto e tutti è sbagliatissimo. Così facendo aizzano sempre di più contro di noi le persone che nella vita si sentono impotenti e quel muro che ci separa diventa sempre più alto. La vittoria è renderci normali agli occhi di tutti. Io ho ricevuto tante accuse. Mi hanno detto anche che sono fortunato ad avere la malattia perché faccio i soldi, ma io non prendo nemmeno i rimborsi quando vado nei programmi televisivi e spesso mi esibisco gratuitamente agli eventi.

Dopo la presentazione dei Palinsesti Rai 2019/2020 gli è sembrato evidente che la situazione sia destinata a restare la stessa. I disabili continueranno a essere relegati al ruolo di ospiti e verranno chiamati in causa solo per raccontare la loro storia e poi svanire nel nulla. Eppure la televisione potrebbe avere un ruolo cruciale per fare in modo che disabilità faccia rima con normalità:

Ci chiamano per raccontare la nostra storia per commuovere e poi finisce tutto là. Credo di essere stato uno dei primi malati di sclerosi multipla a scendere dalla sedia a rotelle e a ballare, ma in tv ero un po' un fenomeno da baraccone, il malato che racconta la sua storia triste e piange. E in questi anni è rimasto tutto così. Non ho visto un passo in avanti per attuare un cambiamento. È ora di far vedere che la disabilità può stare in televisione, può arricchirla. Io sogno un inviato in sedia a rotelle, un ballerino speciale come ce ne sono tanti, un assistente di studio autistico. Purtroppo quello che vedo è che si viaggia su due binari paralleli, ci sono i disabili e i cosiddetti ‘normali'. Nessuno ha mai fuso i due mondi. Se la televisione ci unisse in un unico mondo, si abbatterebbe il muro del bullismo, del pregiudizio, delle discriminazioni. La disabilità diventerebbe normalità.