È arrivato Il Collegio 4, tra i programmi più attesi di questa stagione televisiva dopo l'enorme successo di pubblico della terza stagione, quando il docu-reality prodotto da Magnolia-Banijay per Rai2 ha definitivamente conquistato i telespettatori, distinguendosi soprattutto per il coinvolgimento del pubblico più giovane. La quarta stagione de Il Collegio vede gli alunni teletrasportati in un istituto del 1982, ambientato nel Collegio Convitto di Celana di Caprino Bergamasco (provincia di Bergamo).

Per capire meglio cosa pensano e come pensano i ragazzi protagonisti de Il Collegio 4, Fanpage.it ha ripetuto l'esperimento della scorsa stagione di fare a tutti i giovani protagonisti le stesse domande, per capire chi siano fuori dalle mura dell'istituto, quali siano i loro desideri, le aspirazioni e le sensazioni relative a questa esperienza. A rispondere alle nostre domande è Andrea Bellantoni.

Chi è Andrea Bellantoni

Età: 17 anni

Provenienza: Pomezia (RO)

Scuola: Quinto anno dell’Istituto per il turismo IPAA San Benedetto.

Andrea è stato uno degli ultimi ingressi nel Collegio 4 e uno dei primi a lasciare l'istituto, essendo stato espulso insieme ad Alex Djordjevic nel corso della quarta puntata. Risulta bello e furbo, ma anche intelligente e responsabile. È entrato al Collegio in compagnia di Chiara Adamuccio, la sua fidanzata da un anno e i due sono parsi legatissimi sin dal loro ingresso, quando non hanno ricevuto grande accoglienza da parte della classe già formata. Da grande Andrea vorrebbe lavorare nella musica e ha già iniziato a muovere i primi passi come DJ. Ha un fratello maggiore con cui si contende le ragazze. Incredibilmente, ha alle spalle episodi di bullismo, che ha superato imparando ad accettare se stesso.

Instagram: @andrea.bellantoni

Tik Tok: @andreabellantoni

Andrea Bellantoni si racconta a Fanpage.it

Avviso ai naviganti: non ce ne sarebbe stato bisogno, ma è giusto precisare che per realizzare questa intervista nessuna risposta è stata maltrattata, filtrata o ritoccata, perché la scrittura racconta di una persona molto più di quanto riesca a fare una foto su Instagram.

Allora Andrea, raccontaci la cosa che più ti ha sconvolto della scuola del passato e quella che ti piacerebbe ritrovare nella scuola di oggi.

La cosa che più mi ha sconvolto della scuola versione anni 80 è che c’erano veramente troppe cose, che non si potevano fare, dalle battute allo scambiare due parole o scherzare con il compagno di banco. Queste cose negli anni 80 erano praticamente “vietate”, ora invece gli scherzi ai compagni sono all’ordine del giorno ahahah. Una cosa che invece vorrei ritrovare nelle scuole dei giorni nostri, sono le lezioni come quelle che facevamo in collegio. Erano pesanti ma sono state le lezioni più interessanti, significative e belle che io abbia mai fatto.

Con chi hai legato di più al collegio? E chi invece, non ti andava proprio a genio

In Collegio ho legato sin da subito con i maschi, che mi hanno accolto subito. Sono stati praticamente i miei fratelli per tutto il tempo che sono stato lì, nonostante fossi entrato con svariati giorni di ritardo. Quindi con loro ho instaurato un rapporto di fratellanza, tutti hanno qualcosa di speciale e qualcosa di bello da raccontare. Con le femmine ci ho messo un po’ di più a legare, chi più e chi meno, ma se proprio ne devo dire una, è Claudia la ragazza con cui ho legato di più. È una ragazza fantastica, ha un carattere fortissimo ed è diretta, la classica persona che non parla alle spalle, proprio come piace a me. Anche se con qualcuno non ho legato tanto per me sono tutti delle persone fantastiche.

Prova scritta di sintesi: dicci chi sei utilizzando non più di 80 parole (puoi anche sforare, ma senza esagerare).

Sono Andrea, ma tutti mi conoscono come “Er Mitraja”. Mi reputo una persona socievole e simpatica, pronto ad aiutare chiunque pur di farlo stare bene. A volte tendo a mettere prima gli altri che me stesso anche se mi sto rendendo conto che è una cosa sbagliata. Sono un ragazzo semplice ma allo stesso tempo strano. Ogni cosa me la faccio andare bene, anche uscire per la mia città in pigiama, come ho già fatto, non è un problema ahahah.

Il programma ha dato grande popolarità ai protagonisti dello scorso anno e promette di fare lo stesso anche quest’anno. Pensi a un futuro nel mondo dello spettacolo o vuoi fare altro da grande?

Da piccolo ho sempre sognato di fare l’astronauta o il calciatore, mi sono reso conto però, che queste due cose non riuscirò a concretizzarle ahahah. Se lavorerò nello spettacolo, questo non lo so, ma spero di avere un lavoro che mi rende
felice e che mi faccia stare bene.

Qual è il commento più bello che hai letto su di te in queste settimane? Pensi che il pubblico abbia capito chi sei?

È sempre meglio ricevere commenti belli che brutti. L’importante è che non si arrivi ad insultare nessuno. Finché è critica la accetto volentieri. In fondo però, sono uno che se ne frega altamente degli insulti e dei commenti brutti, mi scivolano addosso.

Avevi mai visto il collegio prima di far parte del programma?

Si, avevo visto il Collegio e mi è piaciuto veramente tanto. È un bellissimo “esperimento sociale” che ti lascia in mente ricordi bellissimi, per chi lo vive dalla realtà. Sono stato veramente fortunato ad aver partecipato ad un programma così bello, un’esperienza unica.

Guardi molta o poca televisione? Quali programmi ti piacciono?

La televisione non l’accendo quasi mai. Sono sempre su Netflix con il cellulare, ci passo le giornate intere. La mia serie tv preferita? Ovviamente Breaking Bad.

Che idea ti sei fatta dei professori? Chi era il tuo preferito?

I professori erano tutti bravissimi. Il Prof Maggi aveva un outfit veramente “Fresco” e sembrava un ventenne, anzi quasi quasi gli avrei fatto fare il collegiale a lui. La Petolicchio è simpatica perché parla a rallentatore e fa ridere ahahah. Tra tutti però la prof. di sostituzione era veramente eccezionale, W la professoressa Pino ehehe.

 Molti dall’esterno si chiedono quanto siamo naturali i vostri comportamenti. Pensi che le telecamere ti abbiano condizionato.

Le telecamere inizialmente mi facevano sentire in soggezione, non ero per niente abituato. Dopo qualche giorno però, nemmeno ci facevo più caso. Le telecamere non mi hanno assolutamente condizionato, ho dimostrato al 100% quello che sono veramente.

Alla fine cosa ti resta di questi anni Ottanta?

Di questi anni 80 mi sono rimaste le amicizie, che sono quelle le cose più importanti per me. Mi è rimasto il senso dello spirito di gruppo, ma soprattutto di quanto sia più vera, divertente e bella un’amicizia senza avere il cellulare.

Ultima, senza spoiler: il momento più difficile e il tuo ricordo più bello di questa esperienza in Collegio?

Il momento più difficile era quello di mangiare, era inquietante scoprire cosa avremmo mangiato a pranzo o a cena, soprattutto mangiarlo era terrorizzante. I ricordi più belli sono praticamente tutti. È un’esperienza magica che ti lascia il segno dentro per sempre. Ogni singola cosa che ho visto o che ho fatto, me la ricordo a memoria. Le persone che ho incontrato lì dentro sono state fantastiche, dalla prima fino all’ultima, dai compagni, ai professori fino alla redazione. Viva il 1982.