È arrivato Il Collegio 4, tra i programmi più attesi di questa stagione televisiva dopo l'enorme successo di pubblico della terza stagione, quando il docu-reality prodotto da Magnolia-Banijay per Rai2 ha definitivamente conquistato i telespettatori, distinguendosi soprattutto per il coinvolgimento del pubblico più giovane. La quarta stagione de Il Collegio vede gli alunni teletrasportati in un istituto del 1982, ambientato nel Collegio Convitto di Celana di Caprino Bergamasco (provincia di Bergamo).

Per capire meglio cosa pensano e come pensano i ragazzi protagonisti de Il Collegio 4, Fanpage.it ha ripetuto l'esperimento della scorsa stagione di fare a tutti i giovani protagonisti le stesse domande, per capire chi siano fuori dalle mura dell'istituto, quali siano i loro desideri, le aspirazioni e le sensazioni relative a questa esperienza. A rispondere alle nostre domande è Francesco Cardamone.

Chi è Francesco Cardamone

Età: 14 anni

Provenienza: Roma

Scuola: 3° media

Per Francesco le cose più importanti sono lo stile e la sua pettinatura e non lascia che nessuno gli tocchi i capelli. Per mantenersi in ordine ha sempre con sé una borsa con un phon, un pettine e il deodorante, perché l’uomo moderno ‘ha da profumà'. A scuola ha brevettato ogni tipo di tecnica per copiare e ama ‘allisciarsi' i professori regalando loro caramelle per ottenere in cambio buoni voti. Usa la stessa tecnica con i nonni, dei quali ha anche salvato i dati della carta di credito sullo smartphone. Così lo shopping gratuito è garantito.

Instagram: @francescocardamonee

Tik Tok: @cardaaa05

Francesco Cardamone si racconta a Fanpage.it

Avviso ai naviganti: non ce ne sarebbe stato bisogno, ma è giusto precisare che per realizzare questa intervista nessuna risposta è stata maltrattata, filtrata o ritoccata, perché la scrittura racconta di una persona molto più di quanto riesca a fare una foto su Instagram.

Allora Maggy, raccontaci la cosa che più ti ha sconvolta della scuola del passato e quella che ti piacerebbe ritrovare nella scuola di oggi.

Sono molte le differenze in ambito scolastico tra gli anni 80 ed il 2019. La cosa che più mi ha scandalizzato nella scuola del passato è il modo in cui gli alunni erano quasi costretti a fare gli esercizi. Mi spiego meglio: per fare un’espressione o un’equazione di matematica con la calcolatrice scientifica ai nostri tempi ci vogliono meno di 5 minuti, mentre nel 1982 ci volevano poco più di 5 minuti. Una differenza quasi minimale ma molto significativa. Un’altro aspetto molto “cringe“ di quegli anni è l’assenza di internet e di tutti i siti vari per copiare; Quindi o studiavi o ti beccavi un 2. Per nostra fortuna la scuola e la società si sono evolute… almeno ci siamo risparmiati un bel pò di 2… ahahahahahahahaah

Con chi hai legato di più al collegio? E chi invece, non ti andava proprio a genio

Nel collegio sono molte le amicizie che sono nate e che ancora oggi esistono tra di noi, nonostante i km che ci dividono. Tutti siamo in buonissimi rapporti. Inizialmente per me in quel collegio erano tutti estranei e non conoscevo nessuno; ma fin da subito mi sono ritrovato e ho stretto un buon rapporto con Mariana, con la quale ancora mi sento ogni giorno su whatsapp o anche sui social. In una realtà come quella del collegio ci si ritrova, quasi costretti, a stringere un buon rapporto con tutti perché, in fondo, tutti sono compagni di avventura. Con chi meno e con chi più credo di aver legato benissimo con tutti, indifferentemente sia maschi che femmine, sia del nord che del sud e, soprattutto, sia se si vestissero male o meno.

Prova scritta di sintesi: dicci chi sei utilizzando non più di 80 parole (puoi anche sforare, ma senza esagerare).

Io sono Francesco e chi sono lo so solo io. Un ragazzo semplice e alla moda, che ama socializzare con chiunque e, soprattutto, che riesce a far parlare chiunque. Non sono affatto timido e non mi vergogno di dimostrare quello che sono. Il Francesco che ora sono però è anche grazie al collegio che mi ha aiutato a maturare e che mi ha cambiato molto. Anche se, a dirla tutta, non esco ancora di casa senza un deodorante per evitare che il mio naso si senta male in mezzo alla strada. Non dimentichiamoci, poi, dei miei capelli: li amo sempre e costantemente.

Il programma ha dato grande popolarità ai protagonisti dello scorso anno e promette di fare lo stesso anche quest’anno. Pensi a un futuro nel mondo dello spettacolo o vuoi fare altro da grande?

Sinceramente non penso al mio futuro tra 20 o 10 anni, ma penso al mio presente ed a quello che sto vivendo. Poi diciamolo francamente: “beato chi c’ha n’occhio tra 20 anni”. Una cosa è certa: nella vita lavorerò!

Qual è il commento più bello che hai letto su di te in queste settimane? Pensi che il pubblico abbia capito chi sei?

Negli ultimi giorni mi sono arrivati molti commenti belli nei miei confronti e anche altrettanti brutti ma, d’altronde, la vita non è tutta rose e fiori. Francamente sono anche felice che sto ricevendo molti messaggi belli perché aumentano la voglia di fare quello che stai facendo; anche i commenti negativi, però, se fatti nel rispetto della persona, possono essere costruttivi e possono essere utili. Se cosi non fosse allora me ne frego…

Avevi mai visto il collegio prima di far parte del programma?

Si, avevo già visto il collegio prima di far parte del cast e proprio voler vivere sulla mia pelle quello che avevo sempre visto su uno schermo; è stato uno dei motivi per cui ho deciso di iscrivermi ai casting.

Guardi molta o poca televisione? Quali programmi ti piacciono?

A dirla tutta non seguo molto la tv, preferisco le serie tv su Netflix o i film a cinema. Di sicuro non vado alle rappresentazioni a teatro perché "me c’addormento”.

Che idea ti sei fatta dei professori? Chi era il tuo preferito?

Dei professori mi sono fatto idee molto precise. Maggi, con tutta quella barba me sembrava ‘n po’ ‘na pecora e altro che D’Annunzio estetista, mi sa che l’estetista serviva proprio a lui. La prof più simpatica per me è la Petolicchio; anche se la prendevamo in giro, rimane la SUPER PETO con il suo ”per gentil cortesia”. Anche il prof o brof Carmelo di break dance è simpaticissimo. Fuori dal collegio ho anche conosciuto meglio il prof Raina e dico che, al di fuori del suo ruolo da prof, è tanta roba. Il prof Carnevale, poi, è un caso a parte, perché anche una lezione noiosa di arte con lui diventava un “tajo” unico.

 Molti dall’esterno si chiedono quanto siamo naturali i vostri comportamenti. Pensi che le telecamere ti abbiano condizionato.

Non credo che le telecamere mi abbiano condizionato affatto.Inizialmente era tutto strano con quelli affari tecnologici nell’82 poi, pero’, ci ho fatto l’abitudine e, anzi, si sono creati bellissimi rapporti con i cameraman, i quali mi mancano molto, cosi’ come tutti quelli della redazione e del Collegio.

Alla fine cosa ti resta di questi anni Ottanta?

Di questi anni Ottanta mi sono rimasti molti valori come il senso dell’amicizia e del gruppo e, soprattutto, la voglia di ribellione ed il silenzio per difendere gli amici.

Ultima, senza spoiler: il momento più difficile e il tuo ricordo più bello di questa esperienza in Collegio?

Il momento più difficile è stato, senza dubbio, il taglio dei capelli. Sono rimasto “scioccoscandalizzato” ed, ancora ad oggi, solo al pensiero mi sento male. I momenti belli sono tutti indistintamente perché, con la classe 1982, anche trovarsi un lingua nel piatto diventava un Momento per ridere e scherzare.