Il Festival di Sanremo non è ancora iniziato e le polemiche attorno allo show più atteso della televisione italiana, prolificano senza sosta. Nonostante la lista dei cantanti in gara fosse stata già comunicata da qualche settimana, solo adesso nasce il disappunto attorno ad uno degli interpreti scelti dal direttore artistico della 70esima edizione, ovvero Junior Cally. Tra gli altri chi ha espresso il suo diniego dinanzi alla partecipazione dell'artista a Sanremo è stato il presidente della Rai, Marcello Foa.

Il pensiero di Marcello Foa

Il rapper romano, famoso per essersi esibito all'inizio della sua carriera con indosso una maschera, è diventato oggetto di attenzione da parte della politica italiana, e non solo, tanto che la sua presenza al Festival non sembra essere cosa gradita. Il motivo per cui la partecipazione di Junior Cally è stata contestata, risiede nel suo modo di fare arte, esprimersi e comunicare attraverso la sua musica. Tre anni fa il rapper ha scritto una canzone, Gioia, in cui si parlava di un femminicidio, descrivendolo in termini brutali che non rispettano il tema dell'anti violenza. A questo proposito Marcello Foa, il presidente della Rai, si è espresso dichiarando le sue perplessità sulla scelta di accogliere questo interprete tra i concorrenti di un Festival che, da sempre, porta con sé dei valori ben precisi:

Provo una forte irritazione per scelte che vanno nella direzione opposta rispetto a quella auspicata. Il Festival, tanto più in occasione del suo 70° anniversario, deve rappresentare un momento di condivisione di valori, di sano svago e di unione nazionale, nel rispetto del mandato di servizio pubblico. Scelte come quella di Junior Cally sono eticamente inaccettabili per la stragrande maggioranza degli italiani. Bisognerebbe promuovere il rispetto della donna e la bellezza dell’amore. La credibilità di chi canta deve rientrare fra i criteri di selezione. Chi nelle canzoni esalta la denigrazione delle donne e persino la violenza omicida, e ancora oggi giustifica quei testi avanzando pretese artistiche, non dovrebbe beneficiare di una ribalta nazionale». ’arte può avere un linguaggio esplicito e il rap, da sempre, fa grande uso di elementi narrativi di finzione e immaginazione che non rappresentano il pensiero dell’artista.

La difesa di Juonior Cally e la richiesta di Foa ad Amadeus

Il cantante, infatti, si era difeso dalle accuse rivoltegli già da Matteo Salvini, il quale ha ritenuto inopportuna la sua partecipazione al Festival, dichiarando: "Sono contro il sessismo, i passi avanti o indietro e contro la violenza sulle donne, ma l’arte può avere un linguaggio esplicito e il rap, da sempre, fa grande uso di elementi narrativi di finzione e immaginazione che non rappresentano il pensiero dell’artista". Giustificazioni che non hanno convinto assolutamente Marcello Foa che, quindi, ha chiesto ad Amadeus di riportare Sanremo alla "sua dimensione originaria".