Tutti contro Sanremo, tutti contro Junior Cally. Difficilmente si era visto un battage mediatico così duro e polemico a due settimane dalla manifestazione più importante d'Italia. C'è un clima teso che non sembra aiutare nessuno, soprattutto chi cerca di fare arte spingendosi oltre le righe. È il caso del rapper Junior Cally, accusato di sessismo per una canzone che racconta il femminicidio pubblicata tre anni fa, "Strega" (quasi 5 milioni di views su YouTube). L'ufficio stampa del rapper non ci sta e pubblica un lungo comunicato in cui spiega quello che dovrebbe essere lapalissiano: "Due sono le cose: o si accetta l'arte del rap, e probabilmente l'arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un' ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano".

Le parole di Junior Cally

Le polemiche e le accuse di sessismo, sottoscritte dall'Intergruppo per le donne del Parlamento che comprende tante deputate tra tutte le forze politiche, rischiano di sporcare la partecipazione di un personaggio aderente alla realtà musicale del momento:

Non capiamo, inoltre, se la polemica sia di carattere musicale o politica: della partecipazione di Junior Cally a Sanremo si ha notizia dal 31 dicembre e tutti i suoi testi sono disponibili sul web. Mentre del testo di "No grazie" selezionato al Festival di Sanremo e delle sue rime antipopuliste si è venuti a conoscenza solo il 16 gennaio da un'intervista al Corriere della Sera. Il giorno dopo, per pura coincidenza, si accendono polemiche legate a canzoni pubblicate da anni in un età in cui Junior Cally era più giovane e le sue rime erano su temi diverse da quelle di oggi. […] Nessuno penserebbe di attaccare Stanley Kubrick (o Stephen King) per le scene in cui Jack Nicholson rincorre Shelley Duvall in Shining, perché si tratta di fiction. Raccontare la realtà attraverso la fiction è la grammatica del rap. E non solo del rap: la storia della musica ha tantissimi esempi di racconto del mondo attraverso immagini esplicite, esagerate e spesso allegoriche. Quanto al "Festival di Sanremo", molti artisti che hanno calcato il palco dell'Ariston (in gara o come ospiti) hanno usato frasi più che esplicite: "è andata a casa con il negro la troia" o "Ti taglio la gola…ti taglio la gola….appena ti prendo da sola ti taglio la gola!!!" oppure "Sei più bella vestita di lividi" o ancora: "Bella stronza, che hai chiamato la volante quella notte… Mi verrebbe di strapparti, quei vestiti da puttana e tenerti a gambe aperte, finché viene domattina.

La canzone "Strega"

La canzone di Junior Cally sotto la lente d'ingradimento della politica è "Strega", del 2017. In quel brano, il rapper cantava "Lei si chiama Gioia / balla mezza nuda, dopo te la dà / Si chiama Gioia perché fa la troia / L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa / c’ho rivestito la maschera". Nel videoclip, le immagini mostravano la ragazza, Gioia, con un sacco in testa legata a una sedia mentre tentava di liberarsi senza successo. La finzione scenica di una violenza e il racconto di un femminicidio. Ma l'arte è appunto piena di riferimenti e di racconti in finzione di situazioni scomode, da Vasco Rossi fino agli Afterhours. La stessa MYSS KETA canta "passami la bamba" e condurrà l'AltroFestival con Nicola Savino.