Si è appena concluso Il Collegio 4, il docu-reality di Rai2 che nell'ultimo anno si è imposto come un vero fenomeno televisivo di portata enorme. Cresciuto lentamente, con le prime due edizioni in sordina, si è imposto nel 2019 con la terza e la quarta stagione, che ne hanno decretato il definitivo successo. La domanda, a questo punto, è lecita: Il Collegio 5 si farà?

Viene facile rispondere di sì, sarebbe semplicemente folle lasciarselo scappare. Le ragioni non sono solo quelle degli ascolti, di per sé ottimi e in costante crescita. A sorprendere è semmai la percezione del Collegio, che come pochi programmi Rai sono riusciti a fare negli ultimi anni, ha superato la bolla del pubblico televisivo tradizionalista compiendo l'impresa estremamente interessante di parlare a una fetta della popolazione la cui educazione all'audiovisivo è lontana anni luce dall'idea di passare per la Rai.

Non è tutto, perché il merito principale di questo programma è forse aver creato uno spazio comune di visione, in televisione, tra genitori e figli adolescenti. Ce lo dicono i dati, ma ce lo dice soprattutto l'impressione comune. Chiedono del Collegio le nonne, chiedono del Collegio le madri, magari per capire quanto sia vero ciò che accade, chiedono del Collegio i ragazzi, forse anche ammaliati da un principio di notorietà.

Quest'ultimo aspetto, che è certamente il più delicato e critico per un programma Tv che ha per protagonisti degli adolescenti, si trasforma in uno dei punti di forza del Collegio. Indubbio è, infatti, che il programma prodotto da Magnolia-Banijay rappresenti un terreno molto fertile per il protagonismo dei ragazzi, che di edizione in edizione appaiono per logica sempre più scaltri e vispi. Discorso, questo, che accomuna qualsiasi programma non scritto di questo genere, contestualizzato in un luogo preciso e una particolare situazione, che si ripete per diverse edizioni: vale per Il Collegio, come per il Grande Fratello. Il rischio che Il Collegio si trasformi in una sorta di collocamento per aspiranti piccole star, insomma, c'è.

Tuttavia, pur trovandoci davanti a un docu-reality che ha vissuto una stagione forse meno pimpante della terza, che deve stare attento a non inciampare nella ripetitività, Il Collegio ha ancora molto da raccontare, anche solo per trainare un nuovo pubblico verso il servizio pubblico. L'affermazione di questa quarta edizione potrebbe spingere Magnolia e Rai2 a pensare a un progetto più ampio, in cui all'esaltazione dei singoli personaggi si possa accompagnare una maggiore centralità delle lezioni, dei temi trattati, dell'aspetto didattico.