Una delle rivelazioni di questa stagione televisiva è "Il Collegio 3", il factual-reality di Rai2 giunto alla sua terza edizione. Dopo le prime due stagioni di rodaggio, il programma sembra essere riuscito ad infrangere gli argini del suo pubblico di riferimento. Il Realizzato da Rai2 in collaborazione con Magnolia – Banijay Group, "Il Collegio" ha il merito di aver riavvicinato alla Tv un pubblico giovane tradizionalmente lontano dalle reti generaliste.

La chiave vera del programma è il cast di studenti teletrasportati in un collegio del 1968. Per capirli meglio non potevamo fare altro che provare a scoprire qualcosa in più su di loro. Per questo, abbiamo inviato le stesse domande a tutti i ragazzi del Collegio, nel tentativo di approfondire la loro esperienza e comprendere chi siano fuori dalle mura dell'istituto, quale sia il loro rapporto con la scuola di ieri e di oggi, cosa guardino in televisione (ammesso che la guardino).

Chi è Matias Caviglia

Matias Caviglia, 14 anni, è appassionato di calcio ed è un calciatore professionista. Al momento gioca nel Piacenza Calcio, ma punta più in alto e sogna di giocare nell’Inter. A scuola va male ed è stato bocciato lo scorso anno, qui. Solare e di animo buono, piace molto alle ragazze e si reputa bello. Prima dell'inizio del programma ha dichiarato di odiare i bulli e ha detto che li picchierebbe tutti. In realtà nel corso della sua partecipazione al Collegio ha rischiato l'espulsione insieme a Gabriele De Chiara che è riuscito ad evitare solo chiedendo scusa alla professoressa Petrolicchio. Dopo il calcio, la sua passione è la musica rap, si è tagliato le sopracciglia come Enzo Dong.

Matias, raccontaci la cosa che più ti ha sconvolto della scuola del passato e quella che ti piacerebbe ritrovare nella scuola di oggi.

Mi ha colpito la severità dei professori però ho riscoperto in loro anche un lato umano verso noi ragazzi, che mi piacerebbe ci fosse di più nella nostra scuola di oggi.

Con chi hai legato di più in Collegio? E chi, invece, non ti andava proprio a genio? 

Ho legato molto con Michael Gambuzza, Youssef Komeiha, Luca Cobelli e Gabriele De Chiara, nonostante alcune incomprensioni avute con quest'ultimo. Con altri ho legato meno perché lontani dal mio modo di essere ma in realtà non c'è stato nessuno che non mi andava a genio.

Prova scritta di sintesi: dicci chi sei utilizzando non più di 80 parole (puoi anche sforare, ma senza esagerare).

Io sono “la voglia di spaccare il mondo”.

Il programma vi sta dando grande popolarità, avete migliaia di follower su Instagram. Pensi a un futuro nel mondo dello spettacolo o vuoi fare altro da grande?

Mi piacerebbe tanto fare qualcosa nel mondo dello spettacolo.

Qual è il commento più bello che hai letto su di te in queste settimane? Pensi che il pubblico abbia capito chi sei?

Commenti belli ce ne sono tanti. I più belli sono quando mi scrivono “mi ravvivi le giornate o mi fai stare bene”. Questi messaggi fanno stare bene anche me, perché vuol dire che le persone mi apprezzano. Se penso che il pubblico abbia capito chi sono? Non totalmente.

Avevi mai visto Il Collegio prima di far parte del programma?

No, solo negli incubi ahahahahah

Guardi molta o poca televisione? Quali programmi ti piacciono?

Guardo poca televisione, preferisco uscire con gli amici, piuttosto che stare in casa. Qualche volta con mia mamma, mio papà e mio fratello guardiamo Netflix.

Che idea ti sei fatto dei professori? Chi era il tuo preferito?

Tutti bravi, ma mai nessuno come la mia Petolicchio!

Molti dall'esterno si chiedono quanto fossero naturali i vostri comportamenti. Pensi che le telecamere ti abbiano condizionata?

No, per niente

Alla fine cosa ti resta di questo 1968?

Una bella esperienza

Ultima, senza spoiler: il momento più difficile e il tuo ricordo più bello di questa esperienza in Collegio.

Non c'è stato un momento difficile in particolare, ma una cosa che mi è dispiaciuta è che, non sempre, sono riuscito ad esprimermi come avrei voluto. I momenti più belli sono stati quelli con la Gang del Pelo, le cose che abbiamo fatto insieme. Comunque, ringrazio tutti, compagni e professori, per questa bella esperienza che mi porterò dentro per sempre.