Una delle rivelazioni di questa stagione televisiva è "Il Collegio 3", il factual-reality di Rai2 giunto alla sua terza edizione. Dopo le prime due stagioni di rodaggio, il programma sembra essere riuscito ad infrangere gli argini del suo pubblico di riferimento. Il Realizzato da Rai2 in collaborazione con Magnolia – Banijay Group, "Il Collegio" ha il merito di aver riavvicinato alla Tv un pubblico giovane tradizionalmente lontano dalle reti generaliste.

raccontaci la cosa che più ti ha sconvolto della scuola del passato e quella che ti piacerebbe ritrovare nella scuola di oggi.
La chiave vera del programma è il cast di studenti teletrasportati in un collegio del 1968. Per capirli meglio non potevamo fare altro che provare a scoprire qualcosa in più su di loro. Per questo, abbiamo inviato le stesse domande a tutti i ragazzi del Collegio, nel tentativo di approfondire la loro esperienza e comprendere chi siano fuori dalle mura dell'istituto, quale sia il loro rapporto con la scuola di ieri e di oggi, cosa guardino in televisione (ammesso che la guardino).

Chi è Giulia Mannucci

Giulia Mannucci ha 16 anni, vive a Roma ed è una delle protagoniste assolute de Il Collegio 3. Sin da piccola è attratta dal mondo dell'aviazione e non a caso frequenta l'istituto aeronautico nella sua città con l'intento di fare carriera in questo settore. Tuttavia non disdegna assolutamente il mondo dello spettacolo. Come si potrà facilmente notare dal suo profilo Instagram  cura molto l'aspetto estetico, ha avuto alcune esperienze da modella e non ha mai negato che tra i suoi desideri ci sarebbe quello di sfilare per la casa di intimo Victoria's Secret. La sua partecipazione al Collegio verrà ricordata anche per una frase memorabile divenuta una sorta di meme, riferita a Giacomo Leopardi, quando la studentessa, spazientita forse dalle molte ore di lezione sull'argomento, commentò la cosa dopo la lezione così: "Leopardi è morto e ciao!". Non ce ne sarebbe stato bisogno, ma è giusto precisare che per realizzare questa intervista nessuna risposta è stata maltrattata, filtrata o ritoccata, perché la scrittura racconta di una persona molto più di quanto riesca a fare una foto su Instagram.

Giulia, raccontaci la cosa che più ti ha sconvolto/a della scuola del passato e quella che ti piacerebbe ritrovare nella scuola di oggi.

Ciò che non mi sarei mai aspettata di trovare è stata la forte autorità delle figure dei professori pur trovandosi in un format del genere. Ai giorni nostri il rapporto tra alunno e docente è molto più “morbido” e a parer mio stimola l’apprendimento.

Con chi hai legato di più in Collegio? E chi, invece, non ti andava proprio a genio?

Ho legato moltissimo con Youssef, Alice Carbotti e le gemelle Fazzini. Non c’erano persone che realmente mi andassero poco a genio, per come sono fatta io, se non riesco a creare empatia con una persona, mi resta completamente indifferente. Non c’è tempo per odiarsi!

Prova scritta di sintesi: dicci chi sei utilizzando non più di 80 parole (puoi anche sforare, ma senza esagerare).

Vivo a Roma e frequento l’istituto aeronautico, ho una grande ambizione, mi piacerebbe diventare pilota di aerei un giorno, lavoro considerato prettamente maschile. Sono una ragazza molto dolce e sensibile anche se all’apparenza può sembrare il contrario. Chi mi conosce mi considera una ragazza solare ed estroversa, mi piace moltissimo socializzare. Adoro viaggiare, ho perennemente la valigia pronta!

Il programma vi sta dando grande popolarità, avete migliaia di follower su Instagram. Pensi a un futuro nel mondo dello spettacolo o vuoi fare altro da grande?

Il programma sicuramente è stato un trampolino di lancio. Penso che arriveranno grandi opportunità dopo la mia partecipazione a “Il Collegio” e spero di poterle cogliere tutte senza trascurare lo studio e il mio reale sogno nel cassetto, ossia ripeto, quello di diventare pilota.

Qual è il commento più bello che hai letto su di te in queste settimane? Pensi che il pubblico abbia capito chi sei?

Tutti i commenti che ricevo ogni giorno sono bellissimi, sarebbe inutile sceglierne uno in particolare. Ogni ragazza o ragazzo che mi ha scritto dalla prima puntata mi ha lasciato qualcosa di particolare. Sono contenta che riescano a confidarsi e a rivedere un’amica in me. Credo che inizialmente il pubblico abbia frainteso i miei atteggiamenti, ma spero che adesso abbiano capito chi sia io realmente.

Avevi mai visto Il Collegio prima di far parte del programma?

Avevo visto alcuni dei video caricati su YouTube durante la messa in onda delle due stagioni e sentito parlare del programma in generale.

Guardi molta o poca televisione? Quali programmi ti piacciono?

Non sono un’amante dei programmi tv, preferisco vedere, magari in compagnia, qualche film su Netflix.

Che idea ti sei fatto dei professori? Chi era il tuo preferito?

I professori erano tutti molto competenti, come d’altronde deve essere. I miei professori preferiti sono stati il prof di ballo, ancora ci chiediamo noi ragazzi che profumo usasse, e la professoressa Petolicchio. Non servono descrizioni per lei, è un mito.

Molti dall'esterno si chiedono quanto fossero naturali i vostri comportamenti. Pensi che le telecamere ti abbiano condizionato?

La presenza delle telecamere non mi ha influenzata. Sono stata me stessa al 100%, pur sapendo che dall’esterno magari, non sarei piaciuta a tutti; ma si sa, infondo, chi piace a tutti, non piace a nessuno.

Alla fine cosa ti resta di questo 1968?

È stata un’esperienza entusiasmante, non credevo di potercela fare! Ciò che mi porterò per sempre appresso è la consapevolezza di ciò che possiedo, che sia materiale o meno. Al Collegio ho imparato che non c’è bisogno di avere sempre l’ultimo modello di cellulare o l’ultimo capo firmato, se trovi le persone giuste riesci a stare benissimo ugualmente. Ultima cosa ma non per importanza, mi restano i legami che ho instaurato tra quelle mura, abbiamo condiviso momenti di gioia e di tristezza. Son convinta che le amicizie che si sono formate all’interno del collegio resteranno per sempre.

Ultima, senza spoiler: il momento più difficile e il tuo ricordo più bello di questa esperienza in Collegio.

Il momento più bello è stato il periodo di autogestione, mentre quello più brutto è stato quando mi son resa conto che era finita l’esperienza e che saremmo tornati alla nostra quotidianità.