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24 Dicembre 2012
11:45

Giletti eroe per un giorno: a quando giornalista tutto l’anno?

Per un giorno ci siamo ritrovati un inaspettato eroe in tv. Massimo Giletti domina gli ascolti (nessuna novità) e si guadagna gli elogi dell’opinione pubblica, causa schiena dritta. Ma a cosa servono gli eroi una tantum?
A cura di Andrea Parrella
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E' stata una due giorni di gloria per Massimo Giletti. Ieri l'attenzione del web si è totalmente focalizzata su di lui, considerando l'inaspettato incontro-scontro con Silvio Berlusconi a L'Arena e non va trascurato il successo della sua serata omaggio a Mia Martini (senza rivali nella gara d'ascolti), in cui il conduttore si è dimostrato affetto da più trasporto del solito. Il gioco di ieri pomeriggio, durante la diretta con l'ex premier in studio, si è mosso in varie direzioni, tra chi lo incoraggiava a lasciare che Berlusconi abbandonasse sul serio lo studio, a chi lo ha elogiato durante il corso della serata per la sua schiena dritta, a chi, invece, ha dimostrato un po' di ostilità alla sua temporanea santificazione. I numeri che il conduttore ha registrato sono da capogiro, anche se figli di determinate assenze non consuete della domenica pomeriggio, che gli hanno indubbiamente facilitato il compito: non c'era il calcio, in scena sabato, e mancava anche la competitor speculare di casa Mediaset, quella Barbara D'Urso che ha fatto parlare di sé da assente più di quanto ci riesca presenziando sul piccolo schermo.

I numeri importanti ammontano a 4.167.000 telespettatori nella prima parte, quella di commento a caldo sulla conferenza stampa di Mario Monti, 21,82% di share, nella seconda parte 4.252.000, 24,89% e nel segmento Protagonisti, con l’intervista a Berlusconi, 4.302.000, 27,86%. Sono cifre non troppo lontane da quelle che il conduttore de L'Arena fa segnare ogni domenica. E ciò che lo rende davvero una spanna sopra gli altri in termini di seguito è il dato che caratterizza l'improvviso calo medio che RaiUno fa segnalare con l'inizio della tranche pomeridiana affidata a Lorella Cuccarini, che batte ugualmente la concorrenza, ma evidentemente è incapace a catalizzare lo stesso numero di spettatori davanti alla tv (quasi due milioni di telespettatori in meno). Però ieri è accaduto qualcos'altro, è successo che Giletti si è preso più di quanto si credesse, è successo che è cominciato il processo di bonifica della sua persona, solitamente (e giustamente!) bistrattata dal punto di vista televisivo. Si è messo di traverso in un momento in cui chiunque l'avrebbe immaginato in una posizione più arrendevole.

Massimo Giletti è stato eroe per un giorno e si fregia di ciò nelle sue dichiarazioni. Il suo eroismo si pesa proprio in relazione all'astio che solitamente si addebita al conduttore. A chi ieri ha lamentato un eccessivo e melenso consenso nei suoi confronti, si risponde che non è nient'altro se non l'effetto di rinculo al dissenso smodato che l'opinione pubblica si diverte ad indirizzargli. La via di mezzo, il Senso e basta, continua a latitare miseramente. Gli eroi non hanno mai salvato il mondo: ci si accontenterebbe largamente di un giornalista, tutti i giorni dell'anno. O perlomeno ogni domenica.

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