Nella puntata di Domenica In, trasmessa l'8 dicembre, sono intervenuti diversi volti noti per celebrare i 90 anni di Don Mazzi. Tra le persone presenti in studio anche un personaggio amatissimo del piccolo schermo: Giampiero Galeazzi. Don Antonio Mazzi ha subito ironizzato: "Io sono sempre interista, lui laziale. Oggi ringrazio la Lazio". Ovviamente alludendo al fatto che i biancocelesti siano riusciti a fermare la scalata in classifica della Juventus.

Giampiero Galeazzi ancora amatissimo

La presenza in studio di Giampiero Galeazzi ha fatto molto piacere agli spettatori che continuano a provare grande affetto verso il telecronista sportivo. Il settantatreenne ha cantato ‘Io vagabondo' insieme a Mara Venier e ha brindato ai 90 anni di Don Mazzi. Il campione Paolo Rossi, anche lui intervenuto per fare gli auguri al sacerdote, quando ha rivisto Galeazzi è scoppiato a piangere. Mara Venier ha commentato: "Piange perché non vedeva da tempo bisteccone". Un video, poi, ha ripercorso i Mondiali del 1982, quando l'Italia riuscì a vincere grazie al contributo decisivo di Paolo Rossi.

La malattia di Giampiero Galeazzi, ha problemi di diabete

Lo scorso gennaio, Giampiero Galeazzi era ospite di Domenica In e ne approfittò, davanti alla sua amica Mara Venier, per precisare di non essere malato di Parkinson come alcuni sostenevano erroneamente: "Il Parkinson? Non ce l'ho. Ho problemi di diabete. La salute va su e giù, come sulle montagne russe. Ho sbalzi di pressione, gonfiore alle gambe. Quando mi emoziono, mi tremano le mani, ma non sono messo così male. Ho anche perso un po’ di chili".

Rosy Fantuzzi ricorda il marito Augusto Daolio

Presente in studio anche Rosy Fantuzzi, la moglie di Augusto Daolio. Il cofondatore dei Nomadi, si è spento il 7 ottobre del 1992. Anche lui, era un amico di Don Mazzi. La moglie ha ricordato le ultime settimane di vita dell'artista: "Non era più il solito Augusto, ma ha cantato fino all'ultimo giorno. Il giorno del funerale, i fan hanno lasciato 20 milioni in un'urna. Siamo andati da Giuseppe Veronesi che ci disse: ‘Con questi milioni fate una borsa di studio per un giovane ricercatore visto che Augusto amava tanto i giovani'. Così, è nata la fondazione con cui si fa ricerca sui farmaci contro il cancro".