Anche Gessica Notaro interviene con una dura critica contro Franca Leosini in merito alla contestata affermazione della conduttrice a Storie Maledette. Intervistando Sonia Bracciale, la donna in carcere per aver commissionato l'omicidio del marito dopo anni di maltrattamenti, la Leosini ha rilasciato una dichiarazione che ha scatenato una vera bufera: "Lei ha un quoziente di responsabilità come ce l'hanno tutte le donne che al primo omaggio di uno schiaffone non mollano l'uomo che si è permesso di darglielo". Durissimo il commento della Notaro, vittima di un compagno che le fece sfregiare il volto per vendetta e oggi in prima linea per aiutare le donne vittime di violenze.

Io rimango stupita di come una donna di un tale spessore possa insinuare una cosa del genere. Peraltro aggiunge "un pensiero che corre sul filo della logica". No, qui di logico non c'è proprio niente. Prima che mi succedesse tutto questo, io che sono sempre stata una donna di carattere, pensavo: com'è possible che queste donne di cui sento parlare al tg si fanno mettere i piedi in testa così? Pensavo fossero donne senza carattere. Poi senza cresciuta mi sono imbattuta in una relazione con un narcisista maligno, questa persona all'inizio mi ha ricoperto di attenzioni, mi ha fatta innamorare di lui. Improvvisamente si è trasformato, in quel momento si era già creato un meccanismo di dipendenza affettiva che è paragonata a quella da sostanze stupefacenti. Quando vi dico che avere a che fare con una persona vittima di manipolazione affettiva è come avere a che fare con un tossicodipendente, non è così per dire. Lo dicono i migliori specialisti. Queste persone ci fanno stare tanto bene, poi improvvisamente si trasformano, quando ci rendiamo conto che questa relazione ci fa male è troppo tardi. Proviamo a lasciare quella persona, ma ci manca come l'aria, esattamente quando ti droghi e ti levano la dose. Ecco perché le vittime non escono da questi meccanismi malsani. Io le legnate non le ho mai prese, ma ho subito violenza psicologica e quando ho deciso di fare il salto dalla pentola bollente il mio manipolatore ha deciso di punirmi. Questo è il regalo che mi ha fatto. Quando sento dire quelle parole mi vengono i brividi. Non si può parlare di quoziente di responsabilità. Se facciamo passare questo messaggio, vuol dire che il lavoro che io faccio con le conferenze tutto l'anno, che fanno gli esperti non serve a niente.

Gessica Notaro chiede le scuse della Leosini

"Noi combattiamo per spiegare di avere pazienza con le vittime di manipolazione affettiva", continua la Notaro, "sono intossicate, guardano il mondo con gli occhi del manipolatore. Dobbiamo essere pazienti, non giudicarle. Ditemi dopo una dichiarazione del genere fatta da una giornalista nota, un messaggio che passa ovunque, … ditemi come dovremmo prenderla". La Leosini, dopo le polemiche, ha spiegato di aver semplicemente offerto un consiglio alle donne vittime di maltrattamenti. Una spiegazione che non è piaciuta alla Notaro:

Non penso di chiedere tanto, basterebbe avere la capacità di riconoscere lo sbaglio e non nascondersi dietro un dito dicendo "è un consiglio che ho dato alle donne". Ne sento troppe di persone che dicono questo, che dicono di battersi per le donne ma poi nel concreto fanno queste sparate qua. Chi fa la differenza davvero nell’aiuto alle donne è chi fa un lavoro low profile, chi ci mette la faccia e fa un lavoro pericoloso, motivo per cui molti di noi lavorano scortati. Abbiate la decenza di chiedere scusa. Io parlo chiaro perché la faccia l’ho già persa una volta e non ho paura di perderla di nuovo.

I commenti di Roberta Bruzzone e Antonella Veltri

Le dichiarazioni della Leosini hanno suscitato un dibattito molto ampio. Su Fanpage.it, la nota criminologa Roberta Bruzzone ha sostenuto concetti del tutto simili a quelli della Notaro parlando della manipolazione subita dalle vittime di relazioni tossiche, sottolineando come tutta l'intervista a Sonia Bracciale sia viziata da "schemi di matrice patriarcale": "È paradossale che con una giornalista di grande esperienza come la Leosini, si irrobustiscano degli stereotipi che invece dovremmo combattere". Antonella Veltri, rappresentante di una rete che gestisce diversi centri anti-violenza, ha chiamato in causa anche il servizio pubblico: "Mi chiedo come mai nessuno della Rai lo abbia visionato prima. Come mai non hanno riconosciuto la vittimizzazione secondaria e il sessismo. (…) Mi auguro che il dibattito e le proteste che sta suscitando il programma della Leosini, servano ad aprire gli occhi alla dirigenza. Mi auguro che venga un attimo fermata".