Il monologo di Pio e Amedeo inteso quale atto di ribellione nei confronti di un sistema televisivo, quello di Mediaset, eccessivamente spostato sul fronte del genere sessuale. È il punto di vista espresso da Carlo Freccero, ex direttore di Rai2, a qualche giorno dallo sketch costruito dal duo comico sulla differenza tra parole e intenzioni. Un monologo, quello andato in onda durante l’ultima puntata di Felicissima Sera, che ha spaccato il pubblico a metà e che ha spinto personaggi come Michele Bravi a esporsi in contrasto a tali dichiarazioni dal palco del Concertone del Primo Maggio.

Carlo Freccero sul monologo di Pio e Amedeo

Chi condivide, invece, le intenzioni di Pio e Amedeo, è l’ex direttore di Rai2 che in un’intervista a Open ha dichiarato: “Conosco Pio e Amedeo da anni e li ritengo molto bravi. Hanno preso in giro il pubblico di Mediaset, hanno portato sul palco i cantanti neomelodici che piacciono da morire al Sud e nelle tv generaliste non hanno spazio, hanno preso in giro tutte le categorie televisive. Loro sono intelligenti, astuti, e hanno continuamente dato prova di libertà immensa. Loro attaccano il politicamente corretto e si sono ribellati a un dato di fatto: sulle reti Mediaset ci sono gay a ogni ora. E prosegue:

E loro che sono “trumpiani”, in quanto eterosessuali bianchi, si ribellano a questa narrativa unica. Non solo hanno ragione, ma soprattutto dimostrano che Mediaset è libera. Pio e Amedeo sono solo il contraltare di un onnipresente Tommaso Zorzi e dimostrano che a Mediaset puoi dire quello che vuoi. Mi hanno ricordato il 1979, quando ho iniziato a Canale 5: si poteva dire qualsiasi cosa, come nel programma Drive In.

Pio e Amedeo a Felicissima Sera
in foto: Pio e Amedeo a Felicissima Sera

“Fedez? Gli avrei risposto così”

Freccero interviene infine sulla polemica tra Fedez e la Rai, in particolare in riferimento alla telefonata alla quale partecipa Ilaria Capitani, vice direttrice di Rai3: “Fedez arriva e in pochi minuti ti mostra la Rai vecchia e da buttare: l’opposto di Instagram, di Tik Tok, e di tutto quel mondo lì. Fossi stata la vicedirettrice della Rai 3 gli avrei detto: ‘Ma le vedi le nostre reti? La vita in diretta, gli opinionisti gay, il Festival di Sanremo? Siamo costantemente sul tema della fluidità, non puoi non rendertene conto, non può dire che noi non vogliamo affrontare il tema’. La Rai non è così vecchia come è apparsa il Primo maggio. Lo stesso non posso dire per la politica: nel festival della comunicazione andato in onda questo weekend la politica ufficiale – anzi i valletti della politica – hanno dimostrato tutta la loro inazione”.