È ufficialmente la star della televisione italiana, l'unico capace di dare vita ad un servizio streaming indipendente che prima era completamente inesistente, stiamo parlando ovviamente di Fiorello. Il mattatore di Viva RaiPlay si è raccontato in una intervista rilasciata al Corriere della Sera, nella quale ha fatto un bilancio di questa esperienza pioneristica per la televisione italiana, che si è aperta all'on demand, alla possibilità di guardare svariati prodotti con una libertà di scelta e di movimento ad ora mai ottenuta.

L'esperienza di Viva RaiPlay!

Dopo 23 puntate di Viva RaiPlay che hanno catturato il pubblico, facendo incrementare il numero di iscritti al servizio streaming della tv di Stato, Rosario Fiorello non può che fare un bilancio complessivo di questo viaggio, nuovo, entusiasmante ed emozionante che l'ha portato nuovamente nelle case degli italiani. Viva RaiPlay ha rappresentato, a tutti gli effetti, una svolta nel modo di fare e gestire la televisione del Servizio Pubblico, facendo parlare di questa versione innovativa anche la stampa internazionale. Dopo l'annuncio di uno progetto per la piattaforma della Rai: "Tonerò su Rai Play con Viva Asiago10! a partire dal 17 febbraio, è lo spirito di Edicola Fiore con un registro diverso Lì c'erano gli avventori del bar, qui ci sono dei professionisti: Fabrizio Biggio, Mauro Casciari, Danti, Phaim Bhuiyan"; lo showman siciliano si mostra molto autocritico in merito all'esperienza appena vissuta e rivela:

Io mi darei sempre 2, non sono un tipo facile. Però so una cosa: è stata l’esperienza più bella della mia carriera. E adesso che è finita mi dico da solo che sono stato scemo ad accettare. Per il mio carattere: sono tremendamente pigro, sono un figlio del divano. Già fare 4 puntate su Rai1 una volta alla settimana per me era uno sforzo incredibile. È andata a finire che ho cucinato 3 puntate a settimana, di fila per giunta. Eravamo partiti da 50 minuti e siamo arrivati a 1 ora e 40. Per non farmi mancare niente ho proposto pure la striscia mattutina di VivaAsiago10! Un deficiente proprio. Quando Salini mi ha chiamato pensavo mi offrisse il “solito” varietà del sabato sera di Rai1. Invece mi ha parlato di RaiPlay e in 5 secondi ho accettato. È stata una spinta a cambiare, i tempi erano serrati, era tutto più veloce. È più bello avere meno tempo, ma fare più cose, tanti momenti di spettacolo che si possono tagliare in piccoli contributi da far girare sul web.

L'Auditel nuoce alla qualità della tv

Lavorare in televisione, ma in maniera diversa dal solito, in un modo che non tiene conto delle solite dinamiche come ad esempio dell'ansia degli ascolti, ha cambiato anche il modo di approcciarsi al lavoro, come racconta proprio Fiorello. Senza esitazione il mattatore del piccolo schermo, rivendica la necessità di poter affrontare questo mestiere senza l'ansia di doversi confrontare sempre con il programma o l'idea che ha funzionato di più, una preoccupazione che va ad inficiare la qualità di quanto portato in tv: "Quell’ansia me la sono dimenticata proprio. E questo ha dimostrato che la preoccupazione per l’Auditel nuoce tantissimo alla qualità di un programma perché a volte fai delle scelte artistiche pensando solo agli ascolti. Magari non lo ammetti, ma è così: pensi che una cosa possa piacere solo a te, pensi che se inviti un certo tipo di ospite su Rai1 fa il 3% di share. Qui non ci ho mai pensato: erano tutti uguali, non c’erano ospiti di Seria A e di serie B". 

Fiorello ospite a Sanremo 2020

Tra le prossime apparizioni televisive c'è quella attesissima di Sanremo. Fiorello e il futuro conduttore del Festival, Amadeus, sono amici d'annata e già quest'estate avevano fatto subodorare ai fan che la conduzione dell'evento più bramato della televisione potesse realmente arrivare. Ora che siamo agli sgoccioli e che Sanremo è alle porte, non resta che confermare la sua partecipazione allo show:

Come ha detto Amadeus ce lo eravamo ripromessi 30 anni fa, quindi vado con assoluto piacere. Spero di avere ancora lo stesso atteggiamento che ho avuto con VivaRaiPlay!. Io mi preoccupo sempre, invece vorrei andarmi a divertire. Che paura dobbiamo avere? In fondo stiamo facendo solo spettacolo. Amadeus ha una qualità che potrebbe essere un piccolo difetto: è buono, buono, buono. Un bella persona, generosa. Se avessi fatto io Sanremo me ne sarei andato in un eremo; lui no, bello tranquillo ha fatto Sanremo giovani e Telethon, sarà in onda a Capodanno, continua a condurre i Soliti Ignoti, e poi andrà al Festival. È un grande professionista; ai tempi di Deejay era il solo di noi su cui Claudio Cecchetto potesse fare affidamento: il programma lo portava sempre a casa. Se lo dava in mano a me o a Jovanotti, capirai… io stavo fisso in discoteca a Ibiza.