"L’unico festival dove non si eliminano i cantanti, ma direttamente il pubblico, hanno eliminato 13 file", così ha esordito Fiorello quando è apparso trionfalmente sul palco dell'Ariston. Il suo Festival di Sanremo 2018 ha avuto inizio nel tripudio di risate e applausi, come ogni volta che appare in scena. La mancanza prolungata dalla tv ha accresciuto senza dubbio il calore con il quale il pubblico lo ha accolto e lo ha promosso a conduttore ad honorem della nota kermesse.

Il passaggio sulle canzoni in gara è stato immediato e per niente indolore: "Le ho sentite tutte, ce ne sono 3/4 davvero notevoli… i testi sono bellissimi, ma il preludio di Chopin in confronto è na samba, sto aspettando il prossimo capodanno per godermele tutte". Non ha avuto problemi nel sottolineare che la scelta di Claudio Baglioni, volta alla tradizione e al ritorno del grande classico italiano, di certo ha comportato un calo di verve ritmica e musicale, aggravante dell'assenza di cantanti ‘moderni', provenienti ad esempio dai talent show o scenari 3.0: "Non c’è neanche un rapper, ma i genitori dovrebbero chiamare lo stesso i loro figli per vederlo insieme, proprio loro che non sono abituati a vedere filmati su YouTube".

I super ospiti scelti per questa edizione hanno attratto la sua attenzione, soprattutto per il budget che la Rai avrebbe messo sul tavolo per consentire al nuovo direttore artistico di spaziare. Una possibilità che gli ha consentito di avere lo stesso Fiorello, che però a suo dire ha avuto un pagamento decisamente più particolare: "Vedremo tanti super ospiti, che hanno superato quelli normali. C’è una gara nella gara perché la Rai non bada a spese. Io sarò pagato in bitcoin stasera".

La chiusura con il mash-up di Morandi e Baglioni ha regalato il solito Fiorello a chi ha imparato ad amarlo nei suoi programmi radiofonici su Radio2 e nel miglior varietà offerto sempre sulla rete ammiraglia. "Voi pensate che Morandi e Baglioni siano gli originali? No, impossibile, sono almeno la terza copia….Io ho visto l’ultimo tour di Capitani Coraggiosi e hanno cantato talmente tanto che a un certo punto non hanno più capito cosa stessero cantando, se le canzoni proprie o quelle dell’altro" e da lì a sentire Fatti mandare dalla mamma in versione baglioniana il passo è stato breve.