"Dopo un Sanremo in queste condizioni penso di poter fare qualunque cosa": Fiorello non nasconde quanto sia difficile gestire questo Festival di Sanremo 2021, ai tempi del Covid, senza un pubblico nella platea dell'Ariston e con tutto il carico emotivo che quest'ultimo anno ha portato. In un'intervista al Corriere della Sera, lo showman ha definito questa seconda esperienza al fianco del sodale Amadeus "come nuotare nell’acqua dolce con due pesi alle caviglie, mentre normalmente qualunque spettacolo è come nuotare nel mare, con l’acqua salata che ti sostiene e con le pinne che fanno andare veloce. Uno cerca di andare sul palco per sorridere e far sorridere, ma anche io ho le mie angosce quotidiane. Penso a mia figlia, a tutti gli adolescenti, e soffro per loro che nell’età più bella si vedono negate tante cose". Già nel corso della conferenza stampa, effettivamente, accantonò per un attimo la sua verve comica commuovendosi davanti ai giornalisti parlando degli effetti della pandemia sulla vita della figlia e in generale dei giovanissimi.

Lo choc delle poltrone vuote

Si è discusso ampiamente sulle modalità di gestione di questo Festival e sull'ipotesi che il calo netto d'ascolti rispetto allo scorso anno dipenda da uno scarto tra il periodo che stiamo vivendo e l'atmosfera festosa di un evento come Sanremo. Questo Sanremo si poteva pensare diversamente? Di certo, il clima di incertezza continua (con l'eliminazione del pubblico appena un mese prima dello svolgimento) non ha reso le cose facili. Fiorello racconta come esibirsi davanti a una platea di poltrone vuote, con applausi finti, sia stato un vero choc all'inizio.

Uno dei miei difetti è che sono egocentrico, mi piace stare da solo. La mia spalla può essere solo il mio amico Amadeus, non potrei avere di fianco un altro comico, se no diventa una gara. Sono fatto così, lavoro sempre da solo. Questo Festival si poteva fare unicamente in questo modo, con due amici in conduzione. Anche il comico più bravo del mondo in questa situazione sarebbe stato in grande difficoltà: non hai reazioni, non sai se funziona, quando fai la battuta senti il vuoto. (…) Per uno che fa spettacolo come me i primi due minuti sono stati terrorizzanti. Ho scelto di uscire cantando proprio per evitare di affrontare subito la platea vuota, ma il finale me lo ricorderò per sempre: il silenzio, solo quell’applausetto registrato, pure basso e poco intenso. E ora qui come si fa? Mi sono detto. Ma poi andando avanti nella serata mi sono abituato e non ci ho fatto più caso. Adesso nel mio bagaglio di esperienza c’è anche questa strana cosa qua, solo io e Amadeus potremo dire di averla fatta. Infatti mi hanno già chiesto di fare una convention nel deserto del Sahara: non c’è nessuno, ma sono tranquillo. So come si fa. (…) Dieci milioni di spettatori in tempo di pandemia e piattaforme di streaming sono un miracolo. Penso che ci meritiamo comunque un applauso.

Fiorello a Sanremo per il terzo anno?

Difficile, al momento, capire se ci sarà un "Ama ter" con Amadeus e Fiorello al timone del festival anche nel 2022. Se lo stesso Fiorello aveva accennato a questa possibilità, forse in modo meramente ironico, al momento non c'è nulla di deciso. Anzi, al momento sembra certo di non tornare: "Nella mia carriera ho sempre fatto passare qualche anno tra uno spettacolo e l’altro, tra un programma e l’altro. Con Sanremo invece ho già dato parecchio, negli ultimi quattro anni sono stato qui 3 volte, una con Baglioni e due con Amadeus. Se avrò la fortuna di arrivare a 70 anni ne riparliamo, ma in realtà so che non verrò perché a quell’età sarò già in pensione". Va detto che anche lo scorso anno, però, Fiorello mostrò la stessa riluttanza, finendo poi con l'accettare di tornare al fianco dell'amico per l'Amandeus bis.