Viene ritratto così, Fedez, sulle mura di Roma, come un condottiero in sella al suo cavallo, ma al posto della spada impugna un microfono e l'animale non è un destriero qualsiasi, ma ha le sembianze della scultura che compare all'ingresso delle sedi Rai a Viale Mazzini. È così che l'artista di strada Harry Greb, che ha realizzato questo murales, vede il rapper milanese dopo le divergenze emerse con la tv pubblica prima del Concerto del Primo Maggio e non a caso all'opera ha il nome di "Non è la Rai".

Il murales con Fedez

Il cavallino della Rai è qui coperto di scritte, non parole a caso, ma il sunto dell'intera faccenda che ha visto protagonisti Federico Lucia e alcuni nomi noti dell'azienda che in una telefonata, poi pubblicata, chiedevano all'artista di ridimensionare i suoi testi. Si legge, infatti, "censura", "Ddl Zan", "tv pubblica", "stop omofobia", "lavoratori dello spettacolo", tutte parole chiave con le quali si può riassumere i punti cardine della vicenda che ha inghiottito l'opinione pubblica dal pomeriggio di sabato primo maggio 2021. Il discorso di Fedezsul palco del Concertone, ha preso quasi le fattezze di un comizio politico, perché di tematiche politiche e sociali si è parlato a gran voce, rivendicando l'importanza di tutelare i diritti delle minoranze e anche dei lavoratori. Il murales si trova in Via Podgora, vicino Viale Mazzini, dove sorge la sede storica della Rai.

La linea della Rai

La Rai ha fin da subito voluto chiarire che non si è mai parlato di censura nel corso della telefonata e, inoltre, ha ribadito che le affermazioni di Fedez risultino infamanti per una rete che, come Rai3, professa da sempre la libertà di espressione. Il direttore, Franco Di Mare, infatti ha dichiarato: "Molti mi chiedono in modo sincero parole di chiarezza sulla vicenda di Fedez e le sue affermazioni sulla presunta censura da parte della Rai. Lo avrei fatto a breve perché le dichiarazioni dell’artista sono gravi e infamanti parimenti a quanto sono infondate e il pubblico che segue Rai3 proprio perché la reputa una rete libera merita una risposta", aggiungendo che intanto è in corso una indagine della commissione di Vigilanza della Rai.