Lillo chiama Fedez. Fedez risponde e in quella telefonata, da amico, prova a fargli capire perché trova inaccettabile dover preventivamente sottoporre al giudizio dei vertici Rai il suo discorso da portare sul palco del 1 maggio. Il comico gli fa capire di essere dalla sua parte, ma spiega che in quanto conduttore del concerto, insieme ad Ambra Angiolini e Stefano Fresi, non spetta certo a lui dettare le regole. E così delega la questione a chi di dovere, Massimo Cinque, storico autore della Rai, all'organizzatore dell'evento Massimo Bonelli e alla vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani, dal suo lato della cornetta. Lo rivela il continuo integrale dell'intervista, quasi 12 minuti di telefonata, pubblicati all'indomani del polverone sollevata dal rapper.

Lillo a favore di Fedez: "Libertà di pensiero è sacra"

Lillo Petrolo torna a mente fredda a quei momenti di concitazione. La polemica sorgeva il giorno prima dell'evento sul palco dell'Auditorium della Musica. "Non eravamo affatto preoccupati per l'intervento di Fedez", spiega il conduttore, "ma per il clima di ansia eccessiva che si stava creando a discapito delle nostre prove". Forse proprio per provare a raffreddare gli animi è stato chiesto a Lillo, amico di Fedez, di intervenire nell'ormai nota telefonata. "Quando mi hanno chiesto di chiamalo da amico io ho chiarito da subito che l'intervento di Fedez era più che legittimo e inattaccabile e che inoltre stava per dire sul palco qualcosa in cui io credo ciecamente". Niente da dire dunque, sui contenuti del suo intervento né sulle modalità usate dal rapper: "È un artista e la libertà di pensiero è sacra quando non sconfina nel vituperio". 

Lillo Petrolo non voleva essere coinvolto nella polemica

Il comico tuttavia, presente insieme agli organizzatori dell'evento dall'altra parte del telefono, ci tiene a sottolineare: "Nessuno ha mai parlato di censura, semmai di edulcorare". E aggiunge: "Da esterno, che non vive solo di Rai, mi metto anche nei panni di chi con il suo lavoro mantiene da anni la famiglia". E in conclusione ci tiene a precisare che il clima agitazione ha letteralmente travolto la gestione del concerto, lasciando in preda all'ansia anche gli stessi conduttori alle prese con le prove: "Non avrebbero dovuto coinvolgerci, venerdì era il giorno di prove e alla fine abbiamo provato troppo poco, chi conduce dovrebbe essere preservato da certe ansie eccessive alla vigilia del concerto".