Il polverone sollevato da Fedez con il suo discorso al concerto del Primo Maggio ha travolto diversi esponenti della Lega. Tra i nomi fatti da Fedez ne mancava uno, quello di Matteo Salvini, che tuttavia è parso essere il sottotesto dell'intero discorso pronunciato dall'artista sul palco, che la Rai aveva tentato di censurare nel pomeriggio come un video pubblicato dallo stesso Fedez dimostra.

Le parole di Salvini sul discorso di Fedez

Il leader della Lega, che già nel pomeriggio aveva velatamente attaccato il cantante attraverso una palese contestazione del concertone del Primo Maggio, criticato per i costi, ha risposto a Fedez a pochi minuti dalla sua esibizione sul palco, durante la quale si è scagliato contro diversi rappresentanti della Lega, per le posizioni in antitesi al ddl Zan.

Silenzio sulla tentata censura della Rai

L'ex ministro dell'Interno ha pubblicato un post in cui si è agganciato alle parole pronunciate da Fedez sul palco, ribadendo l'invito già fatto pochi giorni fa di incontrarsi. Non cambia, tuttavia, la sua posizione sul ddl Zan e manca qualsiasi tipo di riferimento alle accuse di tentata censura fatte a Fedez dalla Rai per edulcorare il suo discorso togliendo riferimenti diretti a politici e partiti:

Adoro la Libertà. Adoro la musica, l’arte, il sorriso. Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge.È già così, per fortuna.Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già così.Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti.Il diritto alla vita ed all’amore sono sacri, non si discutono.Per me anche il diritto di un bimbo a nascere da una mamma e un papà è sacro, mentre il solo pensiero dell’utero in affitto e della donna pensata come oggetto mi fanno rabbrividire. Così come, da padre, non condivido che a bimbi di 6 anni venga proposta in classe l’ideologia gender, o si vietino giochi, canti e favole perché offenderebbero qualcuno. Non scherziamo.Viva la Libertà, che non può imporre per legge di zittire o processare chi crede che la famiglia, come anche la Costituzione prevede, sia la cellula, il nucleo, il cuore, il passato, il presente e il futuro del mondo.