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Enrico Mentana: Lamberto Sposini è come un fratello

Il giornalista Enrico Mentana, collega di Lamberto Sposini, ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair nella quale esprime tutta la sua solidarietà all’amico colpito da una grave emorragia cerebrale solo la scorsa settimana. E al suo risveglio, annuncia, sarà lui a raccontargli della morte di Bin Laden.
A cura di Stefania Rocco
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Enrico Mentana su Lamberto Sposini

Il dramma di Lamberto Sposini, il noto giornalista televisivo colpito da un’emorragia cerebrale nel pomeriggio del 29 aprile 2011, è stato affrontato anche dal collega Enrico Mentana che del suo amico fraterno ha voluto parlare in un’intervista pubblicata su Vanity Fair. L’uomo, come ha già fatto la moglie di Sposini solo qualche giorno fa, ha affidato al noto mensile il suo cordoglio per la terribile situazione che il suo amico sta vivendo in questo momento, una situazione dalla quale il giornalista si dice sicuro che Lamberto riuscirà a riprendersi.

Conosciuto nello stesso studio televisivo che ha lanciato la carriera di entrambi fino a farli diventare due amatissimi protagonisti del piccolo schermo, il direttore del Tg di La 7 ha dichiarato: “Con Lamberto ho in pratica vissuto come un fratello per dodici anni, una consuetudine quotidiana, a partire dalla prima telefonata, con le prime risate al mattino, per poi quasi sempre incontrarci poco dopo in ufficio, e organizzare la vita e le scelte del telegiornale che vent’anni fa, insieme a pochi altri amici, facemmo nascere, conducendolo in buona alternanza”.

Le condizioni di Sposini, che sarebbe ormai fuori pericolo di vita, lo hanno enormemente preoccupato anche perché, da bravissimo professionista dell’informazione, il giornalista – ricorda sorridendo Mentana – non ha potuto assistere alla diffusione della notizia relativa alla morte di Bin Laden, lo sceicco del terrore che, fin dall’attentato terroristico alle Torri Gemelle, Sposini ha sempre seguito con grande interesse: “Lui adesso ancora non sa che l’America è riuscita a vendicare, dieci anni dopo, l’oltraggio subito, andando fin nel cuore del Pakistan a giustiziare lo sceicco del terrore. Mi riprometto di raccontarglielo così come ho fatto con voi, quando sarà”. E speriamo che anche lui, come tutti gli altri, possa avere modo di mettere al corrente l’amico di quanto accaduto negli ultimi giorni. Un desiderio che, a Dio piacendo, potrà essere esaudito già nei prossimi giorni.

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