La serie firmata Netflix che più di tutte ha avuto successo è stata, senza dubbio, The Crown. La storia dei reali inglesi raccontata così dettagliatamente da Peter Morgan ha catturato fin dalla prima stagione l'attenzione di milioni di utenti, che non sono venuti meno col proseguire della serie. La quarta stagione, arrivata sulla piattaforma streaming ad inizio novembre, è forse quella che desta più curiosità perché vengono riproposti fatti della storia recente, e soprattutto entra il personaggio di Lady Diana. Della principessa vengono resi noti dei particolari inediti e anche piuttosto spiazzanti, sui quali ha espresso il suo parere anche Emma Corrin che presta il suo volto nella serie.

La bulimia di Lady Diana

Quanto è stato descritto in The Crown 4 ha scatenato l'ira dei reali inglesi, che hanno più volte rimarcato quanto certe scene fossero inappropriate e non corrispondenti alla realtà dei fatti. Ovviamente è stata presa di mira la trattazione di una tematica delicata come la bulimia della Principessa del Galles, mostrata in maniera così cruda che Netflix ha dovuto anteporre a quei momenti l'indicazione che si trattasse di "scene forti". Lady D viene descritta in tutta la sua sofferenza che si declina anche nei disturbi alimentari, e di questo aspetto non viene risparmiato nessun particolare, compreso l'ingozzarsi di cibo e il conseguente tentativo di espellere forzatamente le pietanze ingerite.

Il parere di Emma Corrin

La giornalista esperta di reali inglesi Ingrid Seward, sul Daily Mail ha dichiarato di aver assistito con grande stupore al realismo di quelle scene, e a questo avrebbe aggiunto: "La bulimia di Diana era una malattia con cui ha davvero combattuto quindi andava mostrata, in qualche modo. Ma lo si poteva fare con meno dettagli. È stato tutto troppo romanzato". Anche Emma Corrin, l'attrice che interpreta Lady D, in un'intervista a Radio Times ha dichiarato che questo tassello, seppur delicato, andava necessariamente introdotto nel racconto e andava fatto nel modo più veritiero possibile:

Ho pensato che se stavamo cercando di rappresentare la bulimia in modo onesto, dovevamo mostrarla per quella che è davvero. Altrimenti avremmo fatto un torto a chi questo disturbo l'ha avuto davvero.