Sono a noi ignote le ragioni per le quali nei giorni recenti ci siamo trovati a discutere dell'opportunità che Eleonora Brigliadori partecipasse come concorrente a Pechino Express. Sfugge il motivo della discussione e il perché l'azienda del servizio pubblico televisivo avesse preso in considerazione una scelta di questo tipo, poi scongiurata nelle ultime ore, in seguito a una specie di class action di una parte dell'opinione pubblica tesa a incitare la Rai a rifletterci e fare un passo indietro ed escluderla dal cast. Decisione sacrosanta, colpevole di giungere solo dopo un mare di polemiche sollevate per un commento della Brigliadori sulle condizioni di salute di Nadia Toffa, che ha contribuito a salvare l'azienda da un clamoroso scivolone.

Il cast è fondamentale

Quando si realizza un gioco televisivo come Pechino Express, logica vuole che la produzione faccia scelte mirate sui partecipanti, perché il cast è la chiave di un prodotto come questo. Si opta per soluzioni talvolta provocatorie e non sempre capite, ma comunque mosse dall'intenzione di generare alcune dinamiche tra i concorrenti in gara. Sono, in fondo, esperimenti antropologici. Ma fino a quale punto ci si può spingere?

Il confronto con altri reality

Reality show puri, ad esempio il recente Grande Fratello, ci hanno dimostrato come i limiti del possibile siano molto labili, sempre soggetti a revisione e comunque mai permanenti. Nell'ultima edizione le polemiche sui comportamenti inopportuni di alcuni concorrenti, hanno portato addirittura a una fuga degli sponsor. Quello condotto da Barbara d'Urso, però, è un programma trasmesso da una emittente privata e, per quanto il sottoscritto ritenga che Mediaset dovrebbe prima o poi assumersi delle maggiori responsabilità morali, mediando tra il compiacere e l'educare il proprio pubblico, a Cologno Monzese non hanno obblighi. La regola, sulla carta, resta quella dei numeri, degli introiti e della pubblicità, che rendono lecito selezionare e tollerare un concorrente "discutibile" per un reality show ai fini della necessità di fare un po' di rumore ai blocchi di partenza.

La Rai non è un'emittente privata

Data l'ovvietà dell'affermazione, spiace dover ricordare che lo stesso criterio non sia adottabile per la Rai, tv pubblica che dovrebbe tener conto solo parzialmente dei ricavi pubblicitari, dando precedenza all'interesse dei contribuenti. Non è una frase di rito, si tratta di elemento costitutivo del servizio pubblico. Il confronto con prodotti televisivi in onda su qualsiasi altra rete non conta, né può reggere.

Le idee di Eleonora Brigliadori

Veniamo ai fatti: Eleonora Brigliadori è convintamente contraria ai vaccini, alla chemioterapia come strumento di cura per il cancro e non ha mai nascosto le sue posizioni antiscientifiche, facendo delle scelte personali di vita che l'hanno portata ad incarnare il ruolo di un personaggio pubblico noto negli ultimi anni soprattutto per posizioni avverse a quelle comunemente intese come le basi di un discorso etico in una società civile. In questo articolo tentiamo di ripercorrere per sommi capi la trama delle sue teorie, riportando le esternazioni che più hanno fatto discutere negli ultimi anni.

Chiunque della produzione Magnolia abbia selezionato il profilo di Eleonora Brigliadori per la partecipazione a Pechino Express, così come chiunque dalla Rai abbia avallato la scelta, sapeva benissimo, con un minimo di conoscenza del contesto televisivo italiano, che queste caratterizzazioni del personaggio avrebbero prevalso su qualsiasi altra cosa, appiattendo la discussione sulla presenza nel programma della Brigliadori alle sue posizioni controverse sui temi sanitari. Negare che averla selezionata fosse una mossa con intenti provocatori significherebbe, secondo chi scrive, essere in malafede.

La Rai poteva tutelarsi?

Parte dell'opinione pubblica sostiene che la Rai si sarebbe potuta tutelare includendo nell'accordo contrattuale clausole e postille atte ad avvalersi della possibilità di tagliare ed eliminare affermazioni oltre i limiti di Eleonora Brigliadori, essendo Pechino Express un programma realizzato in post-produzione. Qui sorge una domanda: presa per buona l'ipotesi, se si legittima un personaggio ad esprimersi pubblicamente all'interno di uno show televisivo visto potenzialmente da milioni di persone, chi può decidere, a quel punto, cosa sia corretto omettere e tagliare e cosa includere?

I rischi di accogliere la Brigliadori nel cast di Pechino Express

Accettando la Brigliadori, la Rai avrebbe preso tutto il pacchetto, offrendole enorme visibilità, avvalorandone indirettamente le posizioni ed esponendosi al rischio che, se tagli alcune eventuali affermazioni, rischi di essere accusato di censura. Un errore tattico anche in termini di comunicazione con il proprio pubblico. Se da oggi, come reazione a quanto accaduto, la Brigliadori accusasse la Rai di averla imbavagliata, censurata, di averla esclusa solo per il timore nei confronti delle sue posizioni, non saremmo per un attimo tentati dal pensare che lei possa dire la verità? A quel punto, secondo la malsana idea contemporanea che ritiene ogni opinione lecita a prescindere, non importa se sia o meno supportata da fatti, l'ex annunciatrice avrebbe in un certo senso ragione a farlo.

Qualcuno potrebbe a questo punto avanzare un dubbio, ovvero se il personaggio Eleonora Brigliadori, in base alle sue posizioni su temi delicatissimi come la salute pubblica, debba effettivamente essere oscurata dal sistema televisivo in toto. Non esiste risposta definitiva in questo senso, ma una cosa è certa: le sue posizioni sono così delicate che, se si avesse davvero interesse ad esplorarle, non sarebbe appropriato farlo facendola partecipare Pechino Express, con tutto il rispetto per le qualità di un programma che ha saputo far emergere personaggi interessanti in una luce atipica.

Non è questo il luogo adatto per discutere delle idee di Eleonora Brigliadori, ma è solo il posto in cui si vuole ribadire, con decisione, che se qualcuno sostiene la Terra sia piatta, non è possibile che la televisione pubblica gli dia spazio in un reality show, anche se l'intento ingenuo è solo quello di mostrare questa persona alle prese con suo figlio nella vita di tutti i giorni e non affrontare le sue posizioni anti copernicane.