Uno dei programmi che anima il pomeriggio della televisione pubblica è "Detto Fatto", trasmesso su Rai2 e condotto da Bianca Guaccero. La trasmissione ha subito nel corso della sua messa in onda svariati cambiamenti, che ne hanno modificato più volte la struttura, soprattutto riducendone la durata. Nella puntata di oggi, 7 ottobre, la padrona di casa si è trovata a dover fare un nuovo annuncio che potrebbe sovvertire nuovamente le sorti del noto factual di Rai2.

Il nuovo orario di Detto Fatto

Da palinsesto la messa in onda di "Detto Fatto", rispetto allo scorso anno, è slittata di un'ora dando inizio alla puntata alle 14.50, prima ancora che il programma partisse si era pensato di ridurre la messa in onda a 4 giorni su 5, cosa che poi non si è effettivamente verificata. Dopo più di un mese di programmazione calibrata su una determinata fascia oraria, con una durata complessiva di quasi tre ore con la chiusura alle 16.50, il direttore di Rai2, Carlo Freccero ha deciso di ripristinare il vecchio orario riportando la trasmissione alle ore 14.

L'annuncio è stato fatto proprio da Bianca Guaccero in diretta, quindi dal prossimo lunedì, il 14 ottobre "Detto Fatto" riprenderà l'orario canonico con cui lo avevamo lasciato alla vecchia conduzione di Caterina Balivo. Non ci saranno altri cambiamenti relativi al cast, quest'anno mancante della figura di Giovanni Ciacci, ma tutto resterà fedele alla programmazione comprese le varie rubriche che arricchiscono il format.

Sfida di ascolti tra Caterina Balivo e Bianca Guaccero

Il ripristino dell'iniziale orario di messa in onda, comporterà uno testa a testa, tra Bianca Guaccero e Caterina Balivo, regina del pomeriggio di Rai1 con "Vieni da me". C'è da dire, infatti, che "Detto Fatto" ha subito un notevole calo in termini di ascolti, ottenendo uno share che raggiunge attorno al 5%, il che significa che a selezionare Rai2 sono poco più di 450mila spettatori, un risultato non troppo soddisfacente per un programma che navigava attorno agli 800 mila spettatori, nelle edizioni precedenti e che anche l'anno scorso aveva raggiunto uno share del 6-7%.