Mentre la Vela Verde di Scampia è stata sottoposta a demolizione, il cast di Gomorra non è stato a guardare le macerie. Cristiana Dell'Anna, che nella nota serie Sky ha interpretato la boss Donna Patrizia, morta alla fine della quarta stagione, ha scritto un lungo post dedicato alle Vele del quartiere napoletano di Scampia, mostrando il rammarico di doverla vedere crollare, sconfitta nella sua triste realtà, piuttosto che trasformata in qualcosa di più bello, come un'università o un museo di arte:

Non posso nascondere a me stessa che una parte di me è triste al pensiero che la Vela Verde verrà abbattuta. 40 giorni di morte lenta per quello che, si è vero, è stato teatro (reale e di finzione) di malavita. Ma è pur sempre vita. In quelle vele ci hanno abitato, quelle vele hanno rappresentato la necessità di miglioramento, la richiesta di uno sguardo, di attenzione, di una mano. Allora, che buttarle giù non sia solo un voler ripulire la faccia per dimenticare di nuovo tutto! Avrei certo preferito, nel mio mondo ideale, che fossero state recuperate, trasformate in qualcosa di grandioso, una università o un museo di arte… qualcosa che simboleggiasse la rinascita, ma si sceglie di mandarle giù. Per ragioni che non so, forse di costi… forse chissà. Va bene. Ma non dimenticherò mai. Quando il male ti tocca, quando lo vedi, anche quando lo interpreti solamente, ti cambia, ti apre gli occhi. Il cuore ti sanguina e lo porterai sempre con te. Ti aiuterà forse ad acuire il pensiero e sofisticare l’anima, per metterla un po’ come Robert Musil, ne’ I turbamenti del giovane Törless. Perché questo mi suscitano le vele: turbamento di gioia e dolore, casa e prigione, odio e profondissimo amore. È difficile parlarne. È difficilissimo. Ti voglio bene Scampia. Ti voglio bene.

Non posso nascondere a me stessa che una parte di me è triste al pensiero che la Vela Verde verrà abbattuta. 40 giorni di morte lenta per quello che, si è vero, è stato teatro (reale e di finzione) di malavita. Ma è pur sempre vita. In quelle vele ci hanno abitato, quelle vele hanno rappresentato la necessità di miglioramento, la richiesta di uno sguardo, di attenzione, di una mano. Allora, che buttarle giù non sia solo un voler ripulire la faccia per dimenticare di nuovo tutto! Avrei certo preferito, nel mio mondo ideale, che fossero state recuperate, trasformate in qualcosa di grandioso, una università o un museo di arte… qualcosa che simboleggiasse la rinascita, ma si sceglie di mandarle giù. Per ragioni che non so, forse di costi… forse chissà. Va bene. Ma non dimenticherò mai. Quando il male ti tocca, quando lo vedi, anche quando lo interpreti solamente, ti cambia, ti apre gli occhi. Il cuore ti sanguina e lo porterai sempre con te. Ti aiuterà forse ad acuire il pensiero e sofisticare l’anima, per metterla un po’ come Robert Musil, ne’ I turbamenti del giovane Törless. Perché questo mi suscitano le vele: turbamento di gioia e dolore, casa e prigione, odio e profondissimo amore. È difficile parlarne. È difficilissimo. Ti voglio bene Scampia. Ti voglio bene.

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Salvatore Esposito, il messaggio di Genny Savastano

Anche Salvatore Esposito si è espresso sulla demolizione della Vela Verde di Scampia, geolocalizzandosi proprio lì, in uno scatto in bianco e nero che le sovrasta tutte le Vele, non solo quella Verde. La frase di accompagnamento alla foto densa di malinconia e di rammarico, a sua volta, per lo stato agonizzante della periferia napoletana e delle contesto sociale strozzato dalla rassegnazione di fronte all'ipotesi di qualsiasi tipo di cambiamento: "Quando il vento dei soprusi sarà finito , le vele saranno spiegate verso la felicità".