Dado, all'anagrafe Gabriele Pellegrini, è stato ospite di ‘Domenica Live‘ nel corso della puntata trasmessa il 5 maggio. Il comico è reduce da un'esperienza traumatica. L'ex fidanzato di sua figlia, 17 anni, avrebbe tentato di investirlo e poi gli avrebbe sferrato un pugno. Dado si è presentato in studio con il naso ancora coperto dalla medicazione dopo la frattura del setto nasale.

La figlia sarebbe ancora sotto shock

La vicenda risale allo scorso mese. Il comico avrebbe sentito un urlo in strada. Affacciandosi al balcone avrebbe notato l'auto dell'ex fidanzato della figlia quattordicenne. Il giovane, secondo quanto sostiene Dado, tormentava la ragazza già da tempo. Una volta accortosi della sua presenza, il diciassettenne lo avrebbe provocato: "Scendi che ti meno". Una volta arrivato in strada, Gabriele Pellegrini ha avvisato l'ex fidanzato della figlia che avrebbe chiamato i carabinieri e ha fotografato la targa dell'auto. A questo punto, il ragazzo avrebbe prima tentato di investirlo e poi gli avrebbe sferrato un pugno dal finestrino:

"Mia figlia è ancora sotto shock. Io ho deciso di metterci la faccia come professionista. Credo serva sia a me che a livello sociale. Io sono preoccupato a livello sociale di quello che sta succedendo. Paola Cortellesi mi ha chiamato ed era scioccata da quello che le ho raccontato. Quando vivi dentro a queste storie, ti rendi conto che tutti se ne lavano le mani ed è uno scaricabarile continuo e io da comico, da artista sono venuto in televisione per dire che non è giusto che in Italia le cose debbano risolverle il Gabibbo, le Iene e Barbara D'Urso. Non è assolutamente tollerabile".

I genitori del presunto aggressore lo difendono

Dado ha assicurato che prima ancora di procedere con le denunce contro il ragazzino, si sarebbe rivolto ai suoi genitori mostrandogli i messaggi che la figlia avrebbe ricevuto. Da parte dei due adulti, però, non avrebbe ottenuto nessuna solidarietà, né la promessa di intervenire per porre rimedio all'incresciosa situazione:

"Mia figlia ha 14 anni, lui 17. Ho parlato anche con il padre e mi ha detto ‘Sono ragazzi', nega tutto quello che fa il figlio. La parte conclusiva è l'aggressione ma questa storia va avanti da 7 mesi. Ho fatto 6 denunce alla caserma dei Carabinieri. Le ho portate alla preside e a scuola. Ho parlato prima con il padre e con la madre, siamo andati a mangiare insieme. Sono dipendenti pubblici, pensavo fossero persone civili. Ho mostrato loro i messaggi (che riceveva la figlia, ndr) e loro hanno detto che le chat si possono cambiare. Ho capito che c'era malafede e sono andato dai carabinieri. La madre e il padre stanno dando retta alla versione di un ragazzino che ovviamente ha detto di non aver fatto niente".