crozza

La settimana scorsa a Ballarò  Crozza parlò della guerra in Libia, ma ieri sera il comico genovese è tornato a parlare di affari interni o meglio di questioni tutte italiane, come il ritorno del presidente Berlusconi in tribunale.

Era da tempo che non lo si vedeva presenziare ad una seduta giuridica che lo riguardasse e Maurizio vuole partire proprio da questo evento, anche se riconosce che le cose di cui parlare in questa settimana sono davvero tante, come l'offesa della Ravetto a Vendola, definito miserabile e drogato dall'onorevole donna. Citando Alfano, Ghedini e Cicchitto come dei moschettieri, Crozza gioca sul cognome del Ministro delle pari opportunità, che diventa Carfagnan.

Ormai la strada del gossip che ha coinvolto la ex soubrette televisiva è intrapresa e Crozza ci si sofferma: " La Carfagna ha detto che nella sua vita c'è solo Mezzaroma (compagno della donna): ma dico io, dopo Bocchino può scegliersi uno con un cognome migliore?" è il sunto dell'ironico intervento del comico, accompagnato da risa continue del pubblico e degli ospiti di Floris, che riconoscono un pò di verità nell'arguta osservazione.

Poi Crozza ritorna sul suo tanto ricercato inizio e scherza sui passaggi di Berlusconi nei tribunali, così frequenti come le visite della cometa di Halley e tutti applaudono divertiti, tranne il ministro Rotondi, composto e irritato sulla sua poltrona. Il comico continua a descrivere l'evento della partecipazione di Berlusconi ad un processo " Non accadeva dal 2003: pensate che quando è entrato in aula si è stupito che campeggiasse ancora la scritta La legge è uguale per tutti! C'era tanta gente per lui al processo, convinta ad andare per 20 euro e una merenda. Ghedini ha proposto di farlo vicino al Mc Donald la prossima volta: venderanno gli Happy Mills" e a quest'ultimo geniale gioco di parole, che confonde il menù della celebre catena di fast food con il nome del processo, il pubblico e Floris si lasciano andare ad una fragorosa risata.

L'espediente del gettone di presenza per il pubblico del processo serve a Crozza per ricollegarsi alla truffa Forum: il copione che la finta dibattente acquilana del programma di Rita Dalla Chiesa doveva leggere, viene giudicato dal comico non molto lontano da quello seguito dai giornalisti del Tg1, per quanto concerne le adulazioni verso il premier.

"Siamo un paese di figuranti" è l'amara verità di Crozza, che fà intendere che questi finti giornalisti e finti terremotati e finti di altra sorta, servano a camuffare la realtà. Altri argomenti interessanti a detta del comico sono le dichiarazioni del vicepresidente del CNR De Mattei, che ha definito il terremoto in Giappone un castigo di Dio e Crozza scherza quando dice che anche Dio vuole le sue dimissioni. Poi le dichiarazioni di Piero Grasso, capo dell'antimafia, che ha fatto intendere che la malavita al nord non è ancora completamente attiva. Confortante!

Ma ora è tempo di parlare con il suo adorato Bersani, di cui spesso ci ha dispensato fantastiche imitazioni: Crozza sembra davvero simpatizzare per il segretario del PD e si meraviglia che mentre scherza con lui anche la Ravetto (quella degli insulti a Vendola) rida. L'onorevole è presente in studio e Crozza ironizza pungentemente sulla sua risata, definendola illuminante, ma poi mostra una faccia che sembra dire tutt'altro. Maurizio Crozza ritorna su Bersani e lo imita, immaginando che i manifesti del PD, su cui campeggia il suo faccione e le maniche della camicia rimboccate, si materializzino, e inizia così un monologo nel puro stile del segretario, con improbabili frasi come " Non siamo mica qui a mettere lo smalto alle unghie degli ottomani" e via dicendo e conclude la copertina di Ballarò così, nei panni di Bersani.

Il segretario ha riso tutto il tempo della sua caricatura, dimostrando autoironia allo spettatore: tutti ridevano in studio del siparietto di Crozza e delle sue frecciatine. Meglio che piangere!

https://www.youtube.com/watch?v=Efgoq6diB0g