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Cristiano Pasca ricorda Pino Caruso: “Un umile Maestro che sul set non ha mai smesso di studiare”

Cristiano Pasca, ex protagonista de “L’Onore e il rispetto”, ha commentato con amarezza la scomparsa del suo collega di set Pino Caruso, l’attore siciliano deceduto venerdì 8 marzo, dopo una lunga malattia: “Era divertente, generoso e gli piacevano i giovani. Mi dispiace da morire che se ne sia andato, mi mancherà”.
A cura di Carmela Cassese
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È morto a 84 anni, dopo una lunga malattia, l'attore siciliano Pino Caruso. Una scomparsa che ha amareggiato il mondo del cinema. Da attore di teatro a protagonista di fiction di successo, Caruso, con la sua composta eleganza e sopraffina maestria, ha saputo conquistarsi, in tanti anni di carriera mai fuori le righe, l'amore del pubblico. Molta la tristezza che serpeggia tra i colleghi che, attraverso un messaggio, hanno voluto abbracciarlo virtualmente un'ultima volta. Tra questi (oltre ad Andrea Roncato) c'è Cristiano Pasca. Contattato da Fanpage.it, l'inviato de "Le Iene", si è lasciato andare a ricordi ed aneddoti.

Sul set de L'Onore e il rispetto

Pino Caruso, oltre ad essere stato uno dei protagonisti della fiction "Carabinieri", interpretando lo storico maresciallo Giuseppe Capello, ha recitato anche nella serie tv "L'Onore e il Rispetto", dove ha vestito i panni di uno spietato mafioso al fianco di Gabriel Garko e Cristiano Pasca. Ed è proprio Pasca a voler ricordare il suo speciale compagno di set:

Pino Caruso oltre ad essere un uomo meraviglioso era un professionista incredibile. Ai tempi delle riprese de "L'Onore e Il Rispetto" io avevo 25 anni e davanti a me c'era questo Maestro che nonostante gli anni di carriera continuava ad interrogarsi su come dire le battute. Faceva cose che solo un grandissimo artista, un genio della recitazione con una grande sensibilità può fare. Avrebbe potuto tranquillamente entrare, battere un ciak e comportarsi come gli pareva vista la bravura. Invece no, si metteva continuamente in discussione nonostante l'età e l'evidente professionalità. Poi era siciliano e tra noi attori siculi che interpretavamo quella serie, ricordo Gian Maria Burruano, anch'egli scomparso da poco, c'era un simpatico campanilismo. Lui era questo, divertente, generoso, gli piacevano i giovani ed amava stare in compagnia. Inoltre era un corteggiatore distinto, le donne le seduceva con il suo savoir faire da uomo dell'800: educato, cordiale, rispettosissimo. Aveva questo linguaggio aulico che ammaliava. Ci siamo divertiti molto insieme. Mi dispiace da morire che se ne sia andato.

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