La terza serata del Festival di Sanremo 2020 raggiunge ascolti tv complessivamente migliori degli ultimi 23 anni di storia della kermesse. È la migliore terza serata dal 1997, anno in cui vinsero i "Fiumi di parole" del duo meteora Jalisse. Una serata lunghissima, terminata ben oltre le 2 di notte, condizionata ancora una volta da ampi blocchi dedicati al varietà – vedi i 40 minuti di Roberto Benigni per il Cantico dei Cantici – che dalle canzoni. Provocatoriamente, si potrebbe ipotizzare un Sanremo 2021 senza le canzoni.

Chi si aspettava la caduta di Amadeus almeno nella serata di riposo di Fiorello, anche questa volta è rimasto deluso. I numeri sono altissimi, nonostante la strategia della direzione artistica di protrarre la serata "fin quando fa male, fin quando ce n'è" in ragione dello share, il vero indicatore utile per soddisfare le esigenze della raccolta pubblicitaria. Strategia lecita. Nulla di male a dirlo liberamente, così come è giusto riconoscere che i dati parziali della terza serata sono obiettivamente mostruosi: la prima parte, in onda fino alle 23.47, ha realizzato 13.533.000 spettatori netti con il 53.62% di share. Se fosse finito prima, avrebbe realizzato comunque la media finale del 54.5% di share.

Dunque, i numeri continuano a dare ragione alla gestione di Amadeus, pressoché perfetta all'esterno. Un filo tumultuosa, invece, al suo interno. Perché continua a fare rumore la polemica tra Tiziano Ferro e Rosario Fiorello. E quando si scontrano due teste di serie, si sa, che c'è sempre uno solo a spuntarla. L'ha vinta Fiorello, ovviamente. Non solo per le parole ripetute in sala stampa nella giornata di ieri – "Fiorello illumina, Fiorello resta" – ma anche per la posizione in scaletta di Tiziano Ferro, relegato abbondantemente oltre la mezzanotte, liquidato e fatto entrare senza i convenevoli del caso. Il Sanremo di Amadeus non guarda in faccia a nessuno.