Claudio Baglioni (LaPresse)
in foto: Claudio Baglioni (LaPresse)

Chissà quanti sono quelli che hanno resistito fino mezzanotte e oltre per guardare Pio e Amedeo far ridere il Teatro Ariston il pubblico a casa o addirittura mezzanotte e mezza per emozionarsi con Riccardo Cocciante e tenere il fiato quando assieme a Claudio Baglioni hanno dimenticato le parole di "Margherita", senza parlare della comparsata di Riondino e della Chiatti a cui è stato dedicato un minuto appena per parlare. Nonostante questa sia stata la prima serata con l'ascolto dei primi dodici cantanti in gara si è protratta fin oltre la mezzanotte quando si è trovato anche il tempo di infilare il Premio consegnato a Pino Daniele, quasi un panino da imbottire questo mercoledì.

Saranno gli spazi televisivi che richiedono questo tempo, ma praticamente per metà serata non c'è stata la musica in gara e alcune scelte sono veramente incomprensibili. A chi è venuto in mente di far dire a Claudio Baglioni che il Premio a Pino Daniele gli sta molto a cuore quando è stato consegnato all'1 di notte? Scelte che lasciano basiti, così come alcuni sketch. Per il resto il Festival resta quello che è, un enorme programmone televisivo che in qualche modo bisogna riempire, a volte con buone idee, altre con buone idee venute male e qualche volta con idee un po' così.

Chissà quanto hanno pesato gli ascolti, quelli tanto attesi e tanto temuti e chissà quanto, nel prosieguo, se continueranno a essere più bassi dello scorso anno partirà il coro del "Te l'avevamo detto noi". Un coro a cui non ci aggrapperemo mai, perché che piaccia o meno la voglia di provare una strada differente, con tutto questo urban, questa scelta di seguire le radio e non la nostalgia va premiata. Ma noi non facciamo i produttori, fortunatamente restiamo amanti della musica che in questi giorni si chiudono in questo enorme carrozzone, isolati dal mondo per un po' crecando di cogliere il bene che Sanremo può dare. Cercando di resistere fino a notte.