Compie 75 anni Raffaella Carrà, la signora della televisione italiana per eccellenza. Beneficiaria di una fama che non conosce rivali, è la più poliedrica tra le artiste, colei che è riuscita a saper fare – bene – davvero tutto. Lontana dalla televisione da ormai tre anni, aveva risposto a chi nje chiedeva il ritorno in scena: “Ho già fatto tanto”. E così era perché la Carrà ha fatto tanto, tantissimo, e in ogni campo dello spettacolo immaginabile.

La carriera in musica di un’icona

Nata a Bologna nel 1943, Raffaella Maria Roberta Pelloni, cominciò da giovanissima la sua scalata verso il successo, trasferendosi dalla riviera romagnola a Roma per studiare danza e recitazione. Incontrò il successo vero e proprio nel 1960, lanciandosi sul palco italiano come soubrette e presentatrice, e avendo già collezionato esperienze da attrice di teatro, cinema e televisione. Una sua frase restò nella storia. Era il 1969 e a Nino Ferrer che la volle nel programma Io, Agata e tu ebbe il coraggio di chiedere: “Dammi tre minuti solo per me”. Da quel momento l’ascesa inarrestabile che avrebbe segnato la storia dello spettacolo.

È ancora la signora della televisione

Raffaella ha lavorato al fianco dei mostri sacri della televisione, tenendone agevolmente il passo: da Mike Bongiorno a Corrado, fino a Mina. Nemmeno di fianco all’imitabile cantante la Carrà ha perso la sua aura di professionalità dorata. L’irresistibile caschetto biondo, il sensuale Tuca Tuca e il famigerato ombelico a tortellino l’hanno resa amata da “Trieste in giù”, senza eccezioni. Raffaella è stata l’antesignana del genere “one woman show” in Italia, imponendosi in un universo a trazione prettamente maschile. “Raffa no limits” la definiva scherzosamente Gianni Boncompagni, altro genio della televisione che per anni fu suo compagno di vita.

Diva nella confezione privata di una donna normale

Raffaella ha raccontato se stessa anche nel modo di vivere la sua vita da diva sul palco e da donna normale una volta smessi i panni della showgirl. Non ci sono stati scandali nella sua carriera, nessun amore impossibile che strizzasse l’occhio alle logiche da palcoscenico che si consumano e alimentano interesse quando dal palcoscenico si è già scesi. Due sono stati gli amori importanti, quelli sempre riservati vissuti accanto a Boncompagni e a Sergio Japino. Nessun matrimonio e niente figli, sebbene di quelli abbia sentito la mancanza. Chi le è stato accanto ha detto che è animata da una volontà di ferro, anni di disciplina che l’hanno temprata permettendole di mostrare il suo saper fare senza mai dover sconfinare nell’esibita volgarità per essere ricordata. E benché sia lontana dalla televisione da tre anni, per sua scelta, il 75esimo compleanno di Raffaella ovunque celebrato dimostra che la Carrà resta la signora della televisione, in un’epoca che ha smesso di sfornare rappresentanti di categoria che sappiano reggere il passo in tutti quei campi in cui la Carrà ha dettato legge.