Il caso di Marco Carta ha monopolizzato i media negli ultimi giorni e si è già trasformata in un fenomeno virale, oggetto di parodie su Internet. Una storia clamorosa e ai limiti dell'assurdo: il cantante è stato arrestato alla Rinascente di Milano, con l'accusa di aver rubato magliette per un totale di 1200 euro, insieme a un'amica. Il giudice, successivamente, non ha convalidato l'arresto per una questione tecnica, ma Carta andrà a processo il 20 settembre. A pomeriggio 5, Barbara D'Urso ha svelato di aver sentito l'artista telefonicamente poco dopo il fatto.

Cosa ha detto Carta alla D'Urso

Vista la forte amicizia che li lega (lui scelse proprio la D'Urso per il suo coming out televisivo), la conduttrice ha contattato immediatamente Carta, appena giunta la notizia dell'arresto: "Ho scritto subito un messaggio a Marco per chiedergli cosa fosse successo, lui mi ha chiamato dopo un minuto". Il cantante lanciato da Amici, vincitore del Festival di Sanremo 2009, ha sostenuto di essere del tutto innocente e di non aver mai rubato quelle t-shirt. Carta è scoppiato a piangere al telefono con la D'Urso.

Piangeva: "Barbara, sono rientrato in casa in questo secondo. Mi è successa questa cosa assurda, io ti giuro che non c’entro niente". Me l'ha giurato su chiunque. Nel frattempo è uscita la testimonianza dell'addetto alla sicurezza. Io, per come ho sentito Marco l’altro giorno, credo che lui non c’entri niente. Poi nei prossimi giorni cercheremo di capire gli sviluppi di questa storia che per me ha dell’incredibile.

Ma c'è una testimonianza che inchioderebbe Carta

La versione di Carta, che sostanzialmente avrebbe scaricato la responsabilità sull'amica Fabiana Muscas, è però in contrasto con la testimonianza di un addetto alla sicurezza della Rinascente, che ha dichiarato di aver visto con i suoi occhi i movimenti che Carta avrebbe compiuto quella sera: "Lui entra nel camerino al terzo piano, lei resta fuori e gli passa una maglia alla volta, poi la borsa. Quando Carta esce non ha più le maglie in mano". Il cantante sarebbe inoltre entrato e uscito più volte dai bagni, pare per togliere l'antitaccheggio ai capi d' abbigliamento. Ricordiamo che il suo fermo non è stato convalidato per via di una sentenza della Cassazione del 2016, relativa alla detenzione della refurtiva che al momento dell'arresto non era in mano sua, bensì della Muscas.