Antidisturbios è il nome con cui si identifica il reparto antisommossa della polizia spagnola. Ed è anche il nome della serie, presentata in anteprima al Torino Film Festival, firmata da Rodrigo Sorogoyen, considerato uno dei più talentuosi registi spagnoli della nuova generazione. Un titolo che ha conquistato la Spagna e che potrebbe presto fare impazzire anche gli spettatori italiani. È la storia di una squadra di poliziotti che in un giorno tra tanti – deve eseguire uno sfratto in un antico stabile di Madrid. Quando la squadra arriva sul posto, il comandante Salvador Osorio (Hovik Keuchkerian, il Bogotà de La casa di Carta) capisce subito che non sarà una cosa semplice.

Trenta persone occupano lo stabile da sgomberare, solidali con la famiglia che finirà per effetto della decisione di un giudice, senza casa. "Un lavoro che si fa con tre camionette" ripeterà il comandante Salva Osorio al suo superiore Casals, interpretato dal sempre ottimo Nacho Fresneda, che abbiamo già apprezzato ne "Il silenzio della palude". Ma gli ordini sono ordini e alla fine ci scappa il morto. Contro la squadra si scaglia l'opinione pubblica e, soprattutto, il dipartimento degli Affari Interni, intenzionati a indagare e andare fino in fondo.

E qui entra in gioco Laia (Vicky Luengo), giovane idealista che crede nella giustizia, la cui tempra viene sottolineata sin dalle prime sequenze dove non lascia passare a suo padre di aver provato a imbrogliarla a Trivial Pursuit. Una sequenza all'apparenza semplice che genera una tensione quasi pari anche nella scena dello sgombero. Rodrigo Sorogoyen si affida al grandangolo e questo carica ulteriormente di aspettative ogni scena: ci butta lì nel mezzo e ci lascia guardare attoniti, ci interroga senza dare giudizi, costringendoci a guardare alle ragioni degli uni e degli altri.

La serie in Spagna, sei episodi in onda sul network pay-per-view Movistar+, potrebbe presto arrivare in Italia (un nome a caso, Netflix) è bissare questo successo. Un successo che ha fatto parlare tutti, ha fatto scrivere molto e, soprattutto, ha fatto arrabbiare la polizia, mostrandone vizi, virtù e lacune. Dai primi 100 minuti che abbiamo potuto vedere grazie allo streaming del Torino Film Festival, non facciamo fatica a comprendere come si possano essere arrabbiati, considerato che sono i primi sostenitori del detto sui panni sporchi. 

Eppure guardando "Antidisturbios" non si potrà fare a meno che solidarizzare con chi si trova a dover fare tutti i giorni un lavoro così ingrato. Forse perché sono ancora vive nei nostri occhi di giornalisti e cittadini, gli scontri a Napoli prima della zona rossa. Il merito non è solo nel ritmo e nelle immagini, ma anche nei dialoghi affilati che impreziosiscono i conflitti messi in scena. È molto probabile, sì, che questa serie vi farà guardare alle camionette della polizia con meno astio e, forse, con un po' più di empatia.