Gina Lollobrigida e Andrea Piazzolla sono stati ospiti di Live – Non è la D'Urso. Il manager e collaboratore dell'attrice è stato rinviato a giudizio per circonvenzione di incapace. Sulla vicenda processuale si è detto sereno: "Me lo aspettavo di essere rinviato a giudizio, è una grande opportunità per dimostrare le mie ragioni. Non ho fatto niente di ciò di cui vengo accusato". È seguito, poi, un momento decisamente intenso. Piazzolla ha voluto confidare alla diva di avere pensato di impiccarsi.

Andrea Piazzolla ha pensato al suicidio

Barbara D'Urso ha spiegato a Gina Lollobrigida di avere una lettera scritta da Andrea Piazzolla, legata a un episodio del quale l'attrice non sa nulla. Con gli occhi lucidi, il manager ha iniziato a raccontare. Ha confidato di essere arrivato a un passo dal suicidio. Stava tentando di impiccarsi per attirare l'attenzione delle autorità su questa storia. Ecco il suo racconto:

"Quando si finisce in mezzo a una situazione del genere, spesso si viene criticati e giudicati da persone che non conoscono i fatti. Io stavo per fare una cosa molto forte. Io per Gina farei di tutto. Non perché io sia pazzo. A volte vedi un accanimento talmente forte. Chi vede Gina piangere a casa sono io, chi ogni giorno deve cercare un modo per tirarla su sono io. Io stavo per impiccarmi, avevo desiderio che le autorità potessero intervenire e andare a fondo. Ci sono tante cose che non sanno e non vedo l'ora che escano fuori. Per questo sono contento del rinvio a giudizio perché potrò parlare. Per Gina sarei pronto a togliermi la vita. La verità deve uscire fuori. Non è giusto che si danneggi una donna con la D maiuscola, che rappresenta l'Italia nel mondo e non ha mai fatto male a nessuno".

Riuscendo a stento a trattenere le lacrime, mentre Gina Lollobrigida gli teneva la mano, ha ricordato: "Chi mi ha salvato? Quella mattina è uscita Adriana in giardino e mi ha visto sulla scala…Io intendo andare a fondo. Io sono sempre stato a disposizione delle autorità e spero di poter dare tutte le spiegazioni".

La lettera che intendeva lasciare prima di suicidarsi

Barbara D'Urso, allora, ha letto qualche breve passo della lettera che Andrea Piazzolla aveva scritto con l'intenzione di lasciare che parlasse per lui dopo il suo suicidio. Nella missiva, il manager di Gina Lollobrigida chiede che il suo sacrificio non vada sprecato e si faccia chiarezza:

"Non smetterò mai di esserle grato. Gina va difesa perché è una donna onesta, finita in mezzo a un calvario di ignobili persone accecate dai loro sporchi interessi. Confido nella giustizia. È il momento che qualcuno inizi a parlare e qualcuno a pagare. Tutto finisce prima o poi, ma se potete non permettete che questo sacrificio vada sprecato, per quanto siete riusciti a criticarla e a distruggerla, era la mia vita".

Andrea Piazzolla contro Javier Rigau

Andrea Piazzolla ha anche risposto alle domande degli sferati. Nel corso del dibattito ha spiegato che non gli dà fastidio che qualcuno lo consideri il toy boy di Gina Lollobrigida perché quella definizione deriva dalle stesse persone che a seconda di come gira il vento, lo definiscono toy boy, domestico o autista. Se dovesse definirsi, direbbe di sé che è "una delle pochissime persone che si occupa e preoccupa realmente per Gina Lollobrigida". Poi, si è chiesto dove siano il figlio e il nipote dell'attrice e come mai non abbiano avuto alcuna reazione quando Javier Rigau ha affermato di aver condiviso un'intimità con la diva quando lui era ancora minorenne:

"Rigau ha detto cose oscene su Gina, che non dovrebbe permettersi di dire. E il figlio e il nipote dove stanno? Ha detto cose irripetibili. Io dico solo una cosa, ma uno che dice di voler bene a Gina e proteggere Gina, parlerebbe in questo modo?".

Qui le dichiarazioni di Gina Lollobrigida.