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Andrea Lo Cicero corpo estraneo a La Prova del Cuoco, schiavo della cartellina e in smoking alle 12

Scelto come spalla di Elisa Isoardi, Lo Cicero è parso spaesato e in difficoltà. Costantemente attaccato alla cartellina da conduttore e con scelte di abbigliamento che mettono ancor più in risalto la goffaggine evidente di queste prime puntate. Al di là della tensione da sciogliere, è dovere degli autori ritagliare per lui uno spazio in cui possa rappresentare un valore aggiunto per il programma, anziché una zavorra.
A cura di Andrea Parrella
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Criticare ferocemente una trasmissione televisiva dopo sole tre puntate potrebbe somigliare al gesto di chi vuole sparare sulla croce rossa. Ma la nuova Prova del Cuoco targata Elisa Isoardi, partita da un fisiologico calo di ascolti rispetto all'edizione della Clerici, ha un problema evidente sul quale bisogna agire quanto prima: Andrea Lo Cicero. L'ex pilone della nazionale di rugby italiana, finito al centro di polemiche  alla vigilia della partenza del programma, è stato scelto come spalla maschile della conduttrice per questa nuova era del cooking show. Compito arduo è quello di far dimenticare Antonella Clerici e, con lei, i volti che l'hanno accompagnata per diciotto anni (diciotto!). Tutt'altro che uno scherzo.

In questa difficile partenza de La Prova del Cuoco Elisa Isoardi è però parsa quasi completamente sola al timone del programma, in balia delle dinamiche complicate derivate dall'introduzione di una qualsiasi novità in un format tra i più consolidati e meglio funzionanti della televisione italiana. Ragion per cui proprio in questa fase iniziale era necessario qualcuno che fungesse da elemento di scarico per lei, una persona capace di avere un ruolo da fluidificante nella manovra, che prendesse o si facesse prendere in giro, che almeno qualcuno che non rappresentasse un peso. Questo qualcuno si supponeva fosse Andrea Lo Cicero che, al contrario, in questi primi giorni di messa in onda, ha teso più ad interferire nelle dinamiche del programma che ad agevolarle. Non per sua volontà, sia ben chiaro, ma per una evidente impressione di smarrimento restituita allo spettatore.

I suoi interventi e i movimenti in trasmissione devono essere spesso sollecitati dalla conduttrice, non riesce a staccarsi da una cartelletta che tiene sempre stretta tra le mani manco fosse una catena in centro a Trieste in un giorno di bora e pare gli sia impossibile non leggere qualsiasi parola sia chiamato pronunciare sulla suddetta cartelletta. La cifra di timidezza nella sua presenza in studio viene ingigantita da un elemento meramente stilistico e francamente incomprensibile: nella terza puntata de "La Prova del Cuoco" Lo Cicero era in smoking. È lecito provare a dare vita a un personaggio fuori dal contesto, la cui anomalia, seppure in riferimento all'abbigliamento, finisca per arricchire un programma facendo sorridere il pubblico. Ma questo criterio, applicato a un personaggio televisivo completamente spaesato nel contesto in cui è stato calato, non può che ingigantire la sua goffaggine e dare sfogo a una domanda: per quale assurdo motivo qualcuno mette lo smoking per un programma di cucina in onda da mezzogiorno all'ora di pranzo?

Serve un profondo lavoro autorale affinché si possa creare uno spazio in cui Andrea Lo Cicero, sicuramente giustificato dall'emozione dell'esordio e dalla limitata esperienza televisiva, riesca a rappresentare un valore aggiunto per "La Prova del Cuoco". Valore aggiunto per il quale si presume sia stato chiamato come ospite fisso in uno dei programmi più amati della tv italiana.

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