L'attenzione pubblica sulla comunità di San Patrignano è cresciuta molto nelle ultime settimane e la Rai prova, come si dice in gergo, a intercettare il trend. Domenica 17 gennaio, nel corso dello Speciale Tg1 in onda in seconda serata, Rai1 trasmetterà Lontano da casail documentario che racconta la storia di ragazzi e ragazze che hanno avuto e ancora hanno esperienze tragiche con la tossicodipendenza. A legarli, proprio il percorso nella comunità di San Patrignano.

Il documentario, prodotto da Bielle Re e Rai Cinema, attraverso i racconti dei protagonisti, integrati con filmati familiari, scava a fondo nei modi e nei disagi che portano ad avvicinarsi alle droghe, tra sogni infranti, vuoti, rinunce, momenti bui e anni di astinenza, non solo dalle sostanze ma anche dagli affetti. Perché quando entrano in comunità devono lasciarsi tutto alle spalle, non possono avere contatti con l’esterno. La regista del documentario, Maria Tilli, racconta così l'esperienza:

Questo documentario nasce dalla volontà di raccontare la tossicodipendenza oggi. Il sentimento umano di rinascita di questi ragazzi poco più che ventenni mi ha rapita ed emozionata, è quello che rende per me questo documentario un’esperienza di vita oltre che un’esperienza artistica e lavorativa. I protagonisti raccontano le loro esperienze con le droghe senza censure. Le voci di Daniele, Caterina e Stefano sono come tre voci distinte che raccontano insieme la stessa storia. Una storia che però non riguarda solo loro, una storia che riguarda tutti.

Non sembra esserci Vincenzo Muccioli, in questo racconto senza filtri della tossicodipendenza nelle generazioni più giovani, o per lo meno non in maniera pervasiva. Sarà l'elemento distintivo che lo separa da SanPa, documentario Netflix che ha inevitabilmente riacceso la discussione su San Patrignano nelle ultime settimane, proprio perché capace di riportare al centro del dibattito pubblico la figura discussa e controversa del fondatore di una delle comunità più note d'Italia.