"Si Napoleone veniva a Roma, er pollo lo magnava come ‘o cucino io". Così rispondeva la Sora Lella, alias Elena Fabrizi, al conduttore Giulio Macchi nel 1967, per la sua rubrica di cucina nel programma Tv Linea contro linea. L'occasione non è dovuta solo al fatto che in questi giorni ricorre l'anniversario della nascita di questa eterna icona romana, nata il 17 giugno 1915, ma anche a un'idea della cucina in Tv e a come la rappresentazione dei fornelli sul piccolo schermo sia stata una traccia dell'evoluzione culturale di questo paese, una linea cronologica degli usi e costumi.

La Sora Lella è stata forse la prima personalità di spicco della cucina in Tv, se non altro perché interprete perfetta di quella visione pratica, genuina e senza fronzoli del mangiare. Ristoratrice in origine, poi divenuta una meravigliosa maschera del cinema grazie, soprattutto, a Carlo Verdone, nelle immagini in bianco e nero degli anni Sessanta, la vediamo sventrare un pollo per cucinarlo "alla romana". Immagine che ci dice quanto sia cambiata la cucina e quanto sia cambiata la percezione stessa di certe immagini. Pensiamo cosa accadrebbe oggi se, come si vede in questo video, venissero mostrate in primo piano le budella di un pollo appena sventrato con un coltellaccio enorme.

Con l'invasione dei fornelli registrata nell'ultima decade, la cucina in Tv pare essersi trasformata in una sorta di scienza applicata, in cui l'aspetto culturale spesso si mischia alla competizione, al talent e agli stratagemmi tipici della rappresentazione televisiva contemporanea. Si parla de La Prova del Cuoco di Elisa Isoardi destinato a chiudere dopo vent'anni di messa in onda, dell'arrivo di nuovi programmi come Restaurant Swap con Gino D'Acampo, ma fa riflettere che l'elemento vincente per questo ambito televisivo, al di là dei format freddi e preconfezionati, resti sempre la personalità di chi sta dietro ai fornelli. I volti, gli interpreti, sono la sola cosa che resta alla Tv.