Alessio Boni, intervistato da Fanpage.it, ha parlato della passione con la quale affronta ogni giorno il suo lavoro. L'attore ha sperimentato tutte le sfaccettature dell'arte della recitazione, dal teatro al cinema, passando per la fiction e il doppiaggio degli audiolibri. A marzo nascerà il suo primogenito. La compagna Nina Verdelli, infatti, è in dolce attesa. Tuttavia, Alessio Boni è certo che tutto si incastrerà naturalmente.

Ti abbiamo visto nel ruolo di Enrico Piaggio, nelle prossime settimane ti vedremo nei panni di Giorgio Ambrosoli e fino a qualche tempo fa, interpretavi Fausto Morra ne ‘La strada di casa’. Cosa si prova a essere tanti uomini diversi?

È la meraviglia di questo mestiere, poter vivere altre vite. Arricchirsi delle vite degli altri. Mi annoierei a interpretare un personaggio troppo somigliante a me. Mi piace cambiare personalità, postura, camminata, parlata. Nel caso di personaggi realmente esistiti, cerchi di rievocarli, di capirli sempre con la dovuta umiltà. Se li lasci parlare e li lasci risplendere è una bella soddisfazione. Fai da tramite. Secondo me poi Enrico Piaggio e Giorgio Ambrosoli sono due icone del nostro secolo. L’etica e la rettitudine di Ambrosoli sono un insegnamento incredibile. Fausto Morra, invece, è ideato dagli sceneggiatori, ho potuto sviscerarlo come volevo.

A proposito di Fausto Morra, per te la fiction ‘La strada di casa' è ormai un’esperienza conclusa?

Fausto se n’è andato, come avete visto. Può succedere di tutto, però. Ti faccio un esempio. Ne ‘La casa di carta’, Berlino è morto ma nella seconda serie è presente tramite dei flashback. Si può fare tutto. Se inserisci dei flashback o sposti la narrazione a dieci anni prima, Fausto Morra c’è. Però per il momento, come avete visto, se n’è andato.

Non temi che in futuro la grande passione che hai per il tuo lavoro e il tempo che gli dedichi, possano precluderti la possibilità di godere di tutte le tappe della crescita di tuo figlio?

No, le cose andranno in modo naturale. Non ci penso neanche. È avvenuto tutto in modo naturale e continuerà a scorrere in modo naturale. Se dovrò prendere del tempo per mio figlio, lo prenderò con tranquillità e dirò di no a certi lavori. Sono sereno.

Eri tra gli ospiti della prima puntata di ‘Adrian’. Come è nata la collaborazione con Adriano Celentano?

Adriano mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Io ho bisogno di te per traghettare gli spettatori fino al cartone con un monologo’. Io gli ho risposto: ‘Adriano, per te qualsiasi cosa’ (ride, ndr). Per me è un mito. A dodici anni cantavo le sue canzoni. Soprattutto al Nord, Celentano è un pezzo importante della nostra cultura, è un’istituzione, come lo erano Walter Chiari e Gino Bramieri. Adriano, poi, riuscirebbe a mettere a loro agio anche i sassi. In tre secondi sembrava mio zio. Mi sembrava di conoscerlo da vent’anni. È coinvolgente. È stato bellissimo lavorare con lui.

(Qui le dichiarazioni rilasciate da Alessio Boni a Fanpage.it sulla fiction ‘Enrico Piaggio – Un sogno italiano').