La maschera di Zlatan

A Gregory Peck, James Stewart o John Wayne non veniva chiesto di interpretare una parte: erano delle icone attorno alle quali venivano semplicemente costruiti i film. Delle maschere carismatiche alle quali bastava alzare un sopracciglio per stendere al tappeto milioni di fan. È lo stesso con Zlatan Ibrahimovic: il campione svedese ha costruito la propria “maschera” di duro dalle poche (e taglienti) parole in anni e anni di pedate (e di gol) sui campi di mezzo mondo. Quando era più giovane era semplice caratteraccio, poi è diventato lo specchio di una progressiva presa di coscienza della propria forza, poi attenta strategia (“io non sono scemo e so bene che quello che parla di più, perde”) e infine, chissà, la preparazione della fase successiva della sua carriera professionale.

Prove generali di Zlatan 2.0 

Del resto, tra il serio e il faceto, le parole di Zlatan in conferenza stampa sono suonate un po' come un manifesto per il suo futuro: “Io non potrò essere giudicato perché questo non è il mio ambiente, ma se farò bene, tanto meglio, perché magari trovo un altro lavoro”. Risate generali: ma non le sue. E, stando a questo suo esordio, forse lo ha trovato davvero un nuovo lavoro. Poche le incertezze, infatti, mostrate accanto ad Amadeus che si è divertito a fargli da spalla, prestandosi volentieri come vittima delle sue angherie.

“Io il migliore di sempre su questo palco”

Come vediamo nel video, è proprio ad Amadeus che Zlatan, scendendo dalla scalinata del palco, ha consegnato le tavole delle sue leggi per Sanremo. Leggi che, come vedrete, sembrano vagamente ispirate alla sua attuale professione… alla quale peraltro stasera tornerà, sperando che una vittoria tenga lontane le polemiche dei tifosi, costretti a vederlo in ghingheri e non sul campo, da cui sarà comunque assente per infortunio. Sembra proprio, infatti, che Zlatan ci abbia preso gusto: dopo essere stato il migliore sul campo (parole sue, n.d.r.), ha già dimostrato di essere “il migliore di sempre” anche sul palco dell’Ariston (sempre parole sue, n.d.r.). Né ci auguriamo per Amadeus di avere domani accanto a sé uno Zlatan irritato dalle critiche dei tifosi. È già stata dura così…