L'ultima puntata di "A raccontare comincia tu", il programma condotto da Raffaella Carrà è andata in onda nella serata di ieri, 9 Maggio, registrando un calo negli ascolti rispetto alle puntate precedenti. Ma l'eleganza e la signorilità di una delle icone della televisione italiana ha reso, senza ombra di dubbio, il format ancor più interessante, di quanto già non fosse l'idea di partenza.

La versione del format spagnolo "Mi Casa Es La Tuya"

La televisione è piena di programmi nei quali un conduttore assume, quasi, il ruolo di confessore e pone domande al personaggio famoso di turno. Ovviamente, le modalità in cui ciò avviene sono diverse e attecchiscono sul pubblico in maniera differente. Il format che ha visto protagonista Raffaella Carrà è in realtà nato in Spagna, con il programma Mi Casa Es La Tuya, ed è proprio questa nuova dimensione, all'interno delle confortevoli mura domestiche, a rendere la trasmissione riproposta da Rai3, diversa, e a conferirgli quella particolarità che finora non aveva nessuno show televisivo. La Carrà entra in punta di piedi nelle case dei personaggi che deve intervistare, si prepara ad ascoltarli, a rapportarsi ad ognuno di loro in maniera amichevole, sembra quasi che sia lei ad essere ospite dei suoi intervistati, come se fossero loro a desiderare una chiacchierata, informale, ma intensa e per nulla artificiosa. "A raccontare comincia tu" ci immerge in un'atmosfera distesa, con le luci chiare che illuminano gli ambienti, quella verità della luce solare che si sovrappone alla prepotenza degli abbaglianti riflettori televisivi.

L'analisi degli ascolti tv

Nonostante il format abbia dalla sua le carte per poter raccogliere un successo soddisfacente, non tutte le puntate hanno ottenuto il riscontro positivo sperato. Complice la presenza delle fiction su Rai 1, complice, forse, proprio il fatto che la rete su cui si è scelto di investire sia stata la terza della rete ammiraglia, e non la prima. Le sei puntate hanno totalizzato degli ascolti altalenanti. Se la prima intervista fatta a Fiorello ha raggiunto 2.299.000 di telespettatori pari ad uno share del 9.4%, già la seconda puntata ha visto un calo significativo con 1.652.000 di spettatori pari ad uno share del 6.8%, nonostante cuore della puntata sia stata la musa del cinema italiano, Sophia Loren. Una sensibile diminuzione degli ascolti si è verificata anche nella terza puntata in cui a raccontarsi è stato Riccardo Muti, orgoglio della musica italiana nel mondo, che ha richiamato davanti lo schermo 1.136.000 spettatori pari ad uno share del 4.9%. Il boom assoluto raggiunto dalla versione italiana di Mi Casa Es La Tuya è stato l'incontro con la regina di Canale 5, Maria De Filippi, che ha catalizzato l'attenzione di ben 2.228.000 spettatori pari ad uno share del 10%, un risultato altissimo per la media della terza rete della Rai, che però cala in maniera vertiginosa nelle ultime due puntate del format, in cui si sono intrattenuti a chiacchierare con Raffaella Carrà, Leonardo Bonucci e nell'ultima puntata, uno dei registi italiani più acclamati e al contempo criticati, Paolo Sorrentino, il cui racconto ha interessato solo 843.000 spettatori. Bisogna quindi constatare che, quando sono i personaggi ospiti a determinare il seguito di un programma, ma soprattutto quando non tutti, pur essendo dei nomi assai noti, rientrano in quello che è il bacino di utenza della terza rete della Rai, si verificano delle battute d'arresto nell'andamento di un format, come in effetti è accaduto per il programma di Raffaella Carrà.

Un viaggio emotivo nello spettacolo

La forza di "A raccontare comincia tu" risiede, sicuramente, nell'ex conduttrice di Carramba. Ogni puntata tocca corde diverse dell'animo e della personalità di ognuno di noi, abbiamo avuto modo di ridere e brillare con la verve comica, sprezzante e genuina di Fiorello, abbiamo vissuto per una sera la vita di una vera star con Sophia Loren, che da vera stella del cinema si è fatta desiderare nel raccontare le sue vicende più nascoste, abbiamo toccato la sensibilità di un uomo nascosta dietro un fare compito e professionale, ascoltando il Maestro Riccardo Muti. Abbiamo assistito a quello che si potrebbe definire uno scontro tra titani della televisione, Carrà vs De Filippi, due maestre del racconto che si raccontano a vicenda, con alle spalle una vista da mozzare il fiato. Ed infine abbiamo toccato l'umanità della sofferenza, nelle vicende di uno dei campioni dello sport, come Leonardo Bonucci, e il dolore lontano, ma vivo di Paolo Sorrentino, un genio artistico dei nostri giorni, nella sua particolarità, che pecca di eccessiva modestia, estraniandosi dal cinema di autore, etichetta che da "L'uomo in più" non può far altro che appartenergli.

Insomma, c'erano tutti gli ingredienti per decretare questo programma come una delle novità più interessanti della nuova stagione televisiva di Rai 3, anche se un calo fisiologico nelle ultime due puntate ha un po' guastato la festa alla produzione. Non significa che non si possa provare a far meglio in una nuova edizione che, considerato tutto, appare scontata.