Tra le più interessanti questa conversazione tra Raffaella Carrà e Maria De Filippi nel corso della prima stagione di "A raccontare comincia tu". Possiamo dire che non sia un caso che Raffaella Carrà abbia deciso di incentrare la quarta puntata del primo ciclo di puntate con la Signora della Tv per eccellenza. Ora che il programma ha preso i giri giusti, viene fuori un ritratto interessante, non scontato, un dialogo a tutto tondo con Maria De Filippi. La sua aura è venuta subito fuori ed è stato per certi versi difficile poi stabilire chi è l'intervistato, dato che viene fuori un batti e ribatti di domande, risposte, aneddoti e curiosità.

Il rapporto con la famiglia

Il rapporto con la famiglia è la prima parte che viene scandagliata nella conversazione. Il grande affetto per suo padre, di nome Dadone: "Mia madre mi ha inculcato il senso del lavoro, del dovere e della responsabilità. Mio padre… ero pazza di mio padre, era un po’ cicciotello e io aspettavo che arrivasse la sera per accoccolarmi sulla sua pancia". E sul rapporto con suo fratello, Giuseppe, abbastanza complicato: "Mio fratello, che ha 7 anni più di me, quando sono nata venivano a trovarci i parenti e lui li accoglieva dicendo: andate tutti a vedere la bambina più brutta che c’è in Italia". I due furono anche protagonisti di un momento scioccante: il fratello le sparò con un fucile.

La televisione e la nascita di Amici

Come nasce Amici. Maria De Filippi racconta la genesi della fortunatissima trasmissione che va in onda dal 2001: "Non avevo nessuna ambizione di condurre, inizio a lavorare dietro le quinte e scopro che questo lavoro mi piace tantissimo". Non era l'Amici come lo conosciamo oggi, era più un "people show": "Io ho sempre fatto quello che voleva la gente". 

Poi iniziamo a fare dei provini e tutte le volte non ero soddisfatta del provino. A un certo punto, Maurizio mi disse: ‘Fallo tu'. Per un anno ho cercato di imparare, poi leggevo libri gialli, quelli di Simenon e li riassumevo. Così ho imparato la sintesi televisiva. Prendi le persone in un ufficio e le intervisti a una a una. L'ho fatto per un anno. E poi la prima trasmissione di "Amici", non ho mai fatto ingresso perché dissi tra me e me, vado e chi mi fa l'applauso che nessuno mi conosce?

Amici, alle origini, era quindi un programma in cui si leggevano storie e si mettevano a nudo i rapporti tra genitori e figli, oppure tra coetanei. Un antesignano di "C'è posta per te". "Amici di Maria De Filippi" nasce allo stesso modo, ascoltando le persone e leggendo le lettere che arrivavano in redazione. Tantissimi giovani volevano provare a sfondare nel mondo della danza e del canto, così nasce "Amici di Maria De Filippi".

L'attentato a Maurizio Costanzo

Si parla anche dell'attentato di via Fauro, il 14 maggio 1993 a Maurizio Costanzo. C'era anche Maria De Filippi in auto con il conduttore, quello era il periodo delle stragi di mafia. La De Filippi racconta cosa è successo dopo: "Ho avuto un periodo in cui ero terrorizzata. Gli ho fatto promettere di non occuparsi più di mafia, lo ha fatto ma fino a un certo punto". 

Gabriele, il figlio adottato

Si parla di Gabriele Costanzo, il figlio adottato da Maurizio Costanzo e Maria De Filippi e sulle difficoltà per portare avanti le pratiche per l'adozione: "Trovo assurdo che in Italia bisogna essere sposati per adottare un figlio. In Italia è una legge assurda, una legge che poi è fatta anche per essere aggirata. Nei paesi civili dovrebbe essere facile adottare i bambini, significa che noi non siamo un paese civile". Adottare Gabriele, ha poi detto Maria De Filippi, "è stata una scelta ed è stata la cosa più bella che mi potesse accadere".