Le polemiche sul sovranismo, il mezzo flop di "Grand Tour", il cambio di governo agostano e la prima esperienza televisiva quotidiana di Alberto Matano lontano dalla scrivania del Tg1. Molti i fattori che contribuivano a rendere La Vita in Diretta 2019 uno dei programmi più attesi della nuova stagione televisiva. E le vibrazioni dopo questa prima puntata de La Vita In Diretta 2019, lo diciamo subito, non sono negative.

Per certi versi la strada per Lorella Cuccarini e Alberto Matano era in parte spianata dall'edizione dello scorso anno, condotta dal tandem Francesca Fialdini/Tiberio Timperi che resterà più per la poca complicità tra i due – la lite in diretta potrebbe essere un buon appellativo da consegnare ai posteri – che per l'indiscussa professionalità di entrambi, macchiata anche da un tiepido bilancio in fatto di ascolti.

Cambiano scenografia e veste grafica

Era quindi necessario un cambio di passo, che c'è stato sotto il profilo visivo, con un significativo cambio di scenografia e di grafica. Il resto era nelle mani dell'inedita coppia di conduttori, chiamata a restituire un senso di maggiore affiatamento e una sensazione di calore al pubblico.

L'esperienza di Lorella Cuccarini paga

Lorella Cuccarini ci mette l'esperienza, pur trovandosi alla prima esperienza di daytime in televisione, e gli effetti si notano subito, vista la sua indubbia padronanza della scena e il credito d'empatia di cui gode presso il pubblico grazie alla sua carriera pluridecennale.

La svolta di Matano

Alberto Matano non nasconde una certa emozione da prima volta. Non c'è più la scrivania del Tg1 a fargli da ‘scudo' e bisogna dunque abituarsi a questa nuova veste, che lui condisce anche di un gesto significativo, quello di togliere la giacca, spogliandosi della tensione visibile a inizio puntata.

L'inevitabile cronaca nera

Prima puntata che tradisce, tuttavia, una delle promesse fatte in conferenza stampa dai conduttori, quella di ridurre il peso della cronaca nera, che invece è presente in maniera prevaricante su tutto il blocco centrale di trasmissione. Va da sé che la cronaca non possa essere esclusa a prescindere, specie in presenza di casi molto sentiti dall'opinione pubblica come accade in questi giorni. Resta la sensazione di percepire la nera come un corpo esterno ad un programma le cui caratteristiche si sposano meglio col concetto di evasione, per quanto non frivola.

Qualche gaffe, qua e là

Non sono mancati i passaggi a vuoto, attribuibili per lo più agli errori di default che sono propri di qualsiasi inizio. Uno in particolare tradisce la preparazione maniacale della Cuccarini, che in previsione della stagione autunnale a fine puntata dimostra di avere già registrato l'automatisma del dare la linea a Flavio Insinna con L'Eredità (ma c'è e ci sarà ancora per due settimane Marco Liorni con "Reazione a Catena") e ad Amadeus con "I Soliti Ignoti" dopo il Tg1, sebbene ci sia in programmazione, ancora per una settimana, "Techetechetè".

Il rodaggio va concesso a tutti, ma le premesse de "La Vita in Diretta" sembrano quelle giuste per seppellire ogni polemica sovranista.