"C’è una nuova rossa in città", recita il promo Netflix della nuovissima serie tv "Anne", in arrivo sulla piattaforma di streaming a partire dal 12 maggio, dopo il passaggio sulla rete tv canadese CBC. Introdotta, nel teaser, da altre celebri "rosse" dell'universo Netflix come la Lacie (alias Bryce Dallas Howard) di Black Mirror o la Barb di Stranger Things, la piccola protagonista in questione non è altro che la celebre Anna dai capelli rossi dell'omonimo romanzo di Lucy Maud Montgomery, la sventurata ma coraggiosa ragazzina dalle trecce color carota già al centro di un celeberrimo cartone animato giapponese degli anni Ottanta.

La serie tv "Anne", annunciata lo scorso anno con somma gioia di chi adorava le avventure (e le disgrazie) della piccola orfana, è dunque finalmente pronta. Nel cast troveremo la giovanissima Amybeth McNulty, selezionata tra oltre mille e ottocento candidate, nel ruolo dell'eroina Anne Shirley. Al suo fianco, Geraldine James (Marilla Cuthbert), R.H. Thomson (Matthew Cuthbert), Lucas Jade Zumann (Gilbert Blythe), Dalila Bela (Diana Barry), Corinne Koslo (Rachel Lynde), Aymeric Jett Montaz (Jerry Baynard). Dagli anni Dieci a oggi, sono tantissimi gli adattamenti su grande e piccolo schermo del romanzo della Montgomery, compresa una recentissima miniserie con Martin Sheen uscita nel 2016.

Anna dai capelli rossi, la serie tv animata

I toni allegri del teaser trailer lasciano supporre che la serie Netflix sarà più leggera dell'anime "Anna dai capelli rossi" diretto da Isao Takahata, prodotto in 50 episodi dal 1979 e andato in onda anche in Italia dal 1980. Il cartone ha accompagnato l'infanzia di tutte le bambine dell'epoca, con la sua lunga serie di lutti e sventure che fecero sembrare le odissee di cartoon come "Candy Candy" e "Lovely Sara" una tranquilla passeggiata. "Anna dai capelli rossi va/vola e va come una rondine/però un nido non ce l'ha/non ha una mamma né un papà", recitava l'indimenticabile sigla italiana, scritta da Luigi Albertelli e Vince Tempera e cantata da I Ragazzi dai Capelli Rossi e Paola Orlandi. Curiosità: la melodia è praticamente identica a quella del noto brano reggae "Rivers of Babylon" dei Melodians, ma Tempera sostenne di essersi invece ispirato all'inno politico "Bandiera rossa".