Walter Zenga è stato ospite di Live – Non è la D'Urso, decidendo di esporsi pubblicamente sul tema del rapporto con i suoi figli, dopo l'incontro con Andrea Zenga nella casa del Grande Fratello Vipdi qualche giorno fa. "Sono molto orgoglioso di Andrea, sta facendo un percorso importante", ha detto l'allenatore ed ex portiere, opponendosi all'immagine dura e glaciale che è passata di lui dopo l'incontro col figlio in Tv. Come noto, sia Andrea che il fratello Nicolò, figli nati dal secondo matrimonio di Walter Zenga, non hanno mai avuto un buon rapporto con lui, al punto che Nicolò Zenga ha scritto un intero libro contro il padre, reo di non essersi mai curato di loro.

"È brutto vedere che tuoi figlio scriva un libro contro di te", dice Zenga, aggiungendo in ogni caso che la ricostruzione dei fatti di suo figlio è assolutamente parziale: "Non è assolutamente veritiero quello che dice. Io faccio l'allenatore, non l'influencer e quando sono fuori per lavoro, lavoro".  Zenga prova a sminare l'idea di non essere affezionato in relazione a dettagli per lui dimenticabili, ad esempio non aver fatto gli auguri al figlio per i suoi 30 anni: "Cosa vuol dire mancare nella vita di un figlio? Il problema fondamentale è che non ci si dovrebbe soffermare sulle cose particolari. A mio fratello ho fatto per anni gli auguri nel giorno sbagliato e non significa che non gli voglia bene. Io non gli ho fatto gli auguri, ma quando non me li ha fatti lui non mi sono arrabbiato".

Zenga non nega le sue responsabilità

Zenga non rifiuta affatto le responsabilità e si mette in discussione: "Mi do delle colpe per i rapporti avuti con i miei figli, ci sono stati momento difficili. Delle volte posso aver commesso l'errore di non essere abbastanza attento con loro […] Io voglio cercare di parlare con i miei figli tra uomini, senza problemi. Io non ho mai messo in piazza le mie cose". In questo senso riconosce una grande differenza tra i due figli: "Preferisco la direzione di Andrea che quella di Nicolò, perché Andrea ha preso una decisione per me sofferta, ma che rispetto perché è limpido".

Il portiere si confronto quindi con le cinque sfere, tra queste c'è quella del figlio Jacopo Zenga, nato dal primo matrimonio e con il quale ha un ottimo rapporto: "Il ricordo più bello che ho conte è di me a 14 anni quando ti venni a trovare a Bucarest, dove allenavi". A fine allenamento ti mettesti in porta proponendomi di fare una gara e per me quello resta un ricordo molto bello".

Zenga risponde ad Alda D'Eusanio

Si torna quindi a parlare dell'incontro con Andrea Zenga e l'allenatore dice che la sua scelta di andare in tv va proprio nella direzione del voler trovare un punto di incontro con il figlio: "Quando Andrea uscirà da lì certamente lo chiamerò, ma mi dispiace sia passato un messaggio sbagliato, perché io volevo fargli capire non ci sarebbe stata alcuna ostilità nei suoi confronti, alcun rancore […] Non pretendo di recuperare con mio figlio il passato, ma ho chiesto ad Andrea di pensare con la sua testa e parlare con me, faccia a faccia, quando uscirà, per chiarire delle cose". Zenga ritiene tuttavia inaccettabili le parole pronunciate in casa da Alda D'Eusanio, che lo ha sostanzialmente accusato di non saper fare il padre: "Io sono un padre, faccio il genitore, nessuno si deve permettere di dire che io non lo faccia in modo degno. Chi dice queste cose volgari, dovrà assumersene la responsabilità. Sfido ogni genitore a sentirsi dire certe cose da persone che non hai mai nemmeno conosciuto. Io ho 60 anni, so cosa voglia dire fare il padre e il genitore".