La frase della ministra Lucia Azzolina sugli “studenti che non sono imbuti da riempire” fornisce a Corrado Guzzanti l’assist perfetto per riportare in tv uno dei suoi personaggi meglio riusciti: Vulvia. Lanciato nel 2001 a L’ottavo nano, Vulvia è la stravagante presentatrice di Rieducational Channel, storpiatura di Rai Educational. Proprio Vulvia e i suoi ‘mbuti saranno al centro della puntata di Propaganda Live del 22 maggio.

La collaborazione tra Guzzanti e Propaganda Live

Prosegue la collaborazione tra Corrado Guzzanti e il programma di Diego Bianchi. Siamo alla terza settimana di contributi brevi ma particolarmente apprezzati dal pubblico a casa e da quello che è solito commentare la televisione in rete. Prima di Vulvia, Guzzanti aveva scelto di reinterpretare Lorenzo, un altro dei suoi personaggi, perché fosse lui, in qualità di “esperto di esami di maturità”, a commentare le decisioni prese nell’ambito della formazione scolastica in piena pandemia di coronavirus.

La frase della ministra Azzolina sugli imbuti da riempire

La frase della ministra Lucia Azzolina sugli “studenti che non sono imbuti da riempiere” ha provocato ironia rete al punto da convincerla a tornare sulla presunta gaffe per chiarire la pertinenza della metafora linguistica scelta. Non uno scivolone, quindi, ma una citazione, come lei stessa ha sottolineato in un post pubblicato sul suo profilo Facebook:

L’imbuto di Norimberga è una metafora sull’apprendimento molto nota nel mondo della scuola: uno studente a cui vengono ‘versate’ nozioni in testa attraverso un imbuto. L’apprendimento non funziona così, i docenti lo sanno bene, ed è ciò che intendevo dire quando ho rievocato l’immagine dell’imbuto durante la conferenza di sabato, “lo studente non è un imbuto da riempire di conoscenze, è ben altro” ho detto. Qualcuno mi ha preso alla lettera soffermandosi sul fatto che gli imbuti non si riempiono ma si usano per riempire 😅. Capisco bene che si possa prestare a facili ironie, ci rido su anch’io. Ma ci tengo a tranquillizzare sul fatto che al Ministero non abbiamo provato ad infilare imbuti in testa ai ragazzi versandoci dei libri (liquefatti ovviamente), prima di dire che non funzioni. Per fortuna chiunque può informarsi su questo concetto usando un semplice motore di ricerca. Magari da oggi ancora più persone parleranno del tema dei metodi della didattica, che è in realtà molto serio.